Archivio mensile:gennaio 2016

FATHOMS (UK) + DEPTHSCENT (IT) + HARAM (IT) + AETHERIALS (IT) LIVE @ DAEVACIAN (BRUINO)

Giovedì 28 gennaio abbiamo alzato il sipario sul nostro 2016 con una serata a elevato tasso di tamarrate e presa bene. A distanza di un mese e mezzo dall’ultimo evento firmato Turin Is Not Dead, siamo tornati su uno dei generi che tira di più nel panorama cittadino: il metalcore. A ospitare il nostro decimo appuntamento ci ha pensato il Daevacian di Bruino (TO), locale che da due anni si fa casa di eventi per tutti i gusti. A creare casini sopra (e sotto) il palco ci hanno pensato Fathoms (metalcore dal Regno Unito), Depthscent (metalcore dal capoluogo), Haram (post-hardcore/noise sempre dalla città della Mole) e Aetherials (djent, anche loro da Torino). Ma ecco come è andata.

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La serata prende il via leggermente in ritardo rispetto alla tabella di marcia, per permettere ad alcune macchinate provenienti da Torino di arrivare per ascoltare la band di apertura, i nuovissimi Aetherials. I ragazzi sono al primo live, e danno il massimo per non farlo notare. La band propone un metalcore / djent tecnico e incastrato, con un cantato che a tratti ha ricordato ad alcuni di noi gli australiani Northlane. La scaletta scivola via rapida e giustamente un po’ bloccata da qualche errorino qua e là, ma il risultato è più che positivo e di sicuro questi giovani sapranno farsi valere nel circuito torinese.

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A spezzare ulteriormente gli equilibri ci pensano gli Haram, trio torinese che perdersi dal vivo è davvero un errore. Pausa sigaretta per qualcuno, pausa birra per altri: nel frattempo i ragazzi salgono sul palco e le intenzioni (anche per chi non avesse mai ascoltato il loro EP di debutto, “Vuoto”) sono subito chiare: cappucci neri calati in testa, pedali ovunque, piacere estremo per le note lunghe e il noise. Il concerto degli Haram è una manata: un misto di post-metal, voci in pulito alla Every Time I Die, parti noise e sludge ultradilatate e un approccio nei confronti del palco davvero rabbioso. La band è all’inizio del suo percorso live, ma senza dubbio questo è solo il principio di una “salita agli inferi” di tutto rispetto, che può portarle grandi soddisfazioni.

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I torinesi Depthscent, ultima band local a salire sul palco, riportano l’attenzione sul genere musicale attorno al quale ruota la serata. I ragazzi infatti hanno sempre proposto, fin dall’inizio del loro percorso musicale, un metalcore senza compromessi, suonato con grande attenzione e mai scontato. La band è reduce dall’uscita del nuovo singolo “Filthy Project”, traccia estratta dal suo EP in uscita a inizio febbraio. I Depthscent sono una conferma: nel giro metalcore cittadino nessuno si era dimenticato di loro, ma forse un ritorno preciso e senza pecche come quello del Daevacian può dare a questi ragazzi una bella spinta per il 2016.

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Nonostante l’ora ormai tarda, il fatto di essere a Bruino, il freddo, il giovedì sera, ci si ferma praticamente tutti per le bombe finali, sganciate dagli inglesi Fathoms. La band è in tour già da una settimana, e la stanchezza è palpabile. Nonostante questo, i Fathoms dimostrano di essere una band di peso. Le tracce della loro ultima fatica discografica, l’undici tracce “Lives Lived”, si uniscono a un paio di pezzi nuovi (anticipatori di quello che sarà l’album nuovo in uscita nei prossimi mesi) e ad alcune bombette di qualche anno fa (“November December” e “XIV” su tutte). Sotto il palco la presa bene è elevatissima, gli inglesi ci coinvolgono tutti e nessuno si risparmia. L’unione tra un metalcore tamarro ma allo stesso tempo dalle sonorità ricercate e un hardcore davvero ciccione si dimostra un cocktail letale che fa saltare anche i più stanchi.

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Il 2016 si apre per noi con la consapevolezza che sì, gli scogli sono ancora numerosi e l’organizzazione infrasettimanale risulta problematica, ma che con l’aiuto delle band e il giusto “mood”, possiamo fare grandi passi avanti verso l’unica meta che vogliamo raggiungere: divertirci tutti insieme e far suonare band locali con artisti di ottimo livello.

testo / Luca Cescon – foto / Matteo Bertolino

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AIRWAY (IT) + NEVER ENDING APNEA (IT) + ALEPHANT (IT) live @ Lavanderie Ramone (Torino)

Venerdì 8 gennaio si è svolta la prima serata Arise del 2016, caso vuole fosse anche il terzo compleanno del format organizzato in collaborazione con Flux Agency alle Lavanderie Ramone. Come se non bastasse, tutte le tre band protagoniste della serata presentano al pubblico torinese nuovi brani o dischi. Il risultato è stato una bomba, locale pieno, gente partecipe e coinvolta nella serata. Ecco come è andata.

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Ad aprire le danze ci sono gli Alephant da Torino, una band rock con sfumature raffinate e sonorità che si avvicinano a quelle di gruppi come The Album Leaf o Mumford and Sons. Si presentano con una veste completamente rivisitata, infatti si sono aggiunti al trio originale 2 archi. Hanno presentanto una serie di nuovi brani che saranno presenti nel loro prossimo lavoro e pezzo dopo pezzo sono stati capaci di creare un’atmosfera intima dove quasi sembrava inopportuno applaudire per non rovinarla. Un ottimo inizio di serata.

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È il turno dei Never Ending Apnea che, dopo tante fatiche, ci presentano il loro primo disco “The Mother: The Sea” uscito qualche settimana fa. Dopo aver risolto qualche piccolo problema tecnico il live inizia e prosegue serrato. I nuovi brani funzionano alla grande grazie agli arrangiamenti ricchi di basi e voci melodiche. Degna di nota la nuova versione di “Zenith” (un loro brano di qualche anno fa, completamente riarrangiato molto bene). Altra chicca, una cover di Calvin Herris niente male: insomma anche i NEA fanno una bellissima figura, proponendoci un rock sperimentale ma di facile ascolto pur rimanendo ricercato e studiato.

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Ciliegina sulla torta, gli Airway da Treviso, che ci presentano il loro quarto disco “Aldilà”, nel quale si percepisce lo studio che c’è stato e il messaggio che la band voleva trasmettere dietro ogni canzone, mantenendo sempre un filo conduttore con il loro precedente lavoro di studio uscito nel 2012. Il live di questa sera è un perfetto alternarsi di pezzi nuovi come “Tutto bene”, “Cineteca”, la titletrack strumentale “Aldilà” e di pezzi di qualche anno fa come “Supernova” e “Diagonali”. Per i nostalgici (come me) c’è stato spazio anche per un tuffo nel lontano 2007 con “Get on the dancefloor” e “Faded light” che fa sempre piacere risentire dal vivo a distanza di anni e notare che l’attitudine e la grinta siano sempre le stesse.

testo/Gianmarco Blasi – foto/Matteo Bertolino

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