NOISE TRAIL IMMERSION + FORGOTTEN TEARS + MY AIM TO FAREWELL +AS A CONCEIT + DEPTHSCENT LIVE @ LAVANDERIE RAMONE (TO)

ARISE 8 inizia con il botto: i Depthscent salgono sul palco con la solita presa bene di chi suona per passione e si vede. Tanta grinta e tanta padronanza del palco per i ragazzi che, come spesso ripete il cantante Carlo, chiariscono la loro provenienza da “la Città dei Casini”, facendo su un bel bordello per tutta la durata del live. Dal punto di vista musicale sono forse una delle realtà più promettenti del panorama metalcore cittadino e  i loro pezzi mai scontati e sempre molto molto carichi lo dimostrano ampiamente.

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È il turno della prima band da fuori, i veneziani As A Conceit, che hanno scelto Torino come città per far partire il loro tour in giro per l’Europa. Tecnicamente ineccepibili e con sonorità chiaramente riconducibili a gruppi come gli Architetcs, hanno fatto prendere bene i  tanti ragazzi e ragazze presenti sotto palco mantenendo alto il livello della serata.

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Ecco che tocca a uno dei gruppi di punta del metalcore nostrano, i My Aim To Farewell, con una formazione atipica ma con la solita cattiveria e aggressività che caratterizza il loro sound. La mancanza del frontman ha fatto si che sul palco si alternassero diverse voci. I primi brani sono toccati a Carlo dei Depthscent, che ha lasciato poi il posto a Giulio dei Thousand Miles Away. Il gran finale è toccato a Fabio dei Noise Trail Immersion che dopo un paio di pezzi da solo ha concluso la scaletta insieme a Raoul, batterista del suo gruppo.

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Dopo questa scarica di cattiveria è toccato ai milanesi Forgotten Tears non far calare di intensità il live. I quattro di Milano non hanno di certo fatto rimpiangere le altre band, proponendo un sound compatto e lineare, con sonorità tipiche dello swedish metalcore e tanta tanta grinta. Sul palco si nota l’esperienza data dai tanti palchi calcati dalla band e la passione che mettono in ciò che fanno.

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A chiusura della serata è arrivato il momento dei Noise Trail Immersion. Luci quasi del tutto inesistenti, suoni giganti, tecnica da vendere, corde in quantità e una voce potente e rabbiosa sono il cocktail perfetto per definire il mathcore che portano sul palco questi ragazzi.  Si può dire che siano stati il completamento perfetto a una serata come questa, ricca di “casini” e grande presenza scenica.

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testo e foto / Matteo Bertolino

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