Archivio mensile:ottobre 2016

ARISE #1 @ LAVANDERIE RAMONE (TORINO) W/ FUTBOLìN,LOW STANDARDS HIGH FIVES,ATLANTE,LA NEBBIA

Venerdì 14 ottobre è partita la stagione ARISE, in collaborazione con noi di Turin Is Not Dead. Abbiamo portato alle Lavanderie Ramone di Torino i Futbolìn, con il loro screamo violento e nervoso direttamente da Verona, accompagnati dai locali Low Standards,High Fives, Atlante e La Nebbia.

la-nebbi

I La Nebbia salgono sul palco in versione acustica, il batterista ha avuto un incidente di percorso pochi giorni prima del live e si è rotto il piede. I ragazzi, giovanissimi, si sono re-inventati la scaletta in solamente due prove, adattandola alla nuova situazione. Avendoli sentiti solamente in questa versione “tranquilla” devo dire che il risultato è tutt’altro che spiacevole, l’attitudine sul palco nonostante l’incidente è tutt’altro che soft e i La Nebbia alternano uno scream furioso a tratti più puliti e placidi. Il pubblico è soddisfatto e premia i loro sforzi.

atlante

Breve pausa e tocca agli Atlante. La band è a tre elementi, con chitarrista cantante, batterista e bassita. Dopo una manciata di concerti, riusciamo a far suonare i ragazzi anche alle Lavanderie. Il loro sound è a cavallo tra quello rock de I Ministri, l’intimità di l’Orso e il grande calderone del post-hardcore. La presenza scenica li premia, ma sono soprattutto i testi a rimanere in mente, strizzando l’occhio al pop.

futbolin

E’ il turno degli ospiti. I Futbolìn sono solo in tre, il cantante suona la tastiera ed il basso è assente. Nonostante ciò il muro di suono è schiacciante, il risultato live è identico a quello delle tracce incise e il gruppo si dimena sul palco fra scream strappalacrime e stacchi di chitarra e batteria malinconici. I Futbolìn si confermano così una delle band più interessanti del nuovo panorama emo/scremo italiano, grazie soprattutto a quel tocco math che li mette un gradino più in alto rispetto a tante band simili.

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A chiudere la serata ci pensano le conferme Low Standards, High Fives. I cinque del canavese, con ben tre chitarristi sul palco, danno prova delle loro capacità accumulate in anni di live su e giù per l’Italia. Il loro è un mix di emo e punk rock, che li può posizionare tranquillamente tra Basement, Mineral e Sunny Day Real Estate. La voce passa dal pulito ai cori più urlati, nel perfetto stile del genere.

testo – Pietro Mugetti e Luca Cescon / foto – Fabio Mattiuz

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HARAM + CANI DEI PORTICI + CARMONA RETUSA + SAHASRARA @ DAEVACIAN

Venerdì 7 ottobre abbiamo dato il via alla stagione invernale di Turin Is Not Dead. Un po’ in ritardo rispetto all’anno scorso, ma avevamo bisogno di tempo per assicuravi date sempre più interessanti e marchiate dai nostri denominatori comuni: passione e underground. Il Daevacian comincia a riempirsi fin da subito, con facce note, affezionati, ma anche tanti nuovi curiosi.

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Ad aprire le danze ci pensano i giovanissimi Sahasrara: già dal nome è possibile evincere la natura caotica ma studiata delle composizioni della band e il mix proposto è un connubio di tanti generi diversi, dal death al post-hardcore. Si potrebbe dire un po’ confusionario, ma il sound è molto gradevole e i ragazzi hanno sicuramente il tempo dalla loro per decidere se immergersi sempre di più nel profondo pozzo del chaotic-core o se forgiare un suono un po’ più lineare. Qualunque sarà la loro decisione, sul palco hanno demolito tutto e sono stati un ottimo assaggio di quello che sarà il mood della serata.

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Rapida pausa sigaretta + birra e il palco viene preparato per il post-hardcore dei torinese Carmona Retusa. La band è uscita poco tempo fa, e dopo una manciata di live siamo riusciti a farle tastare anche il palco del Daevacian. I quattro sanno perfettamente come muoversi e come proporre il loro sound, che unisce il cantato in italiano de Il Teatro degli Orrori alla difficoltà e intricatezza dei La Dispute. I Carmona sono sicuramente uno dei gruppi più interessanti del capoluogo, grazie alla loro capacità di uscire dallo schema classico del genere. Presenza scenica bella decisa, pogo sincero e scatenato, per un risultato davvero fantastico.

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Siamo a metà strada, il locale è bello pieno. Per essere una serata condita di band dal suono così ricercato, a volte difficile se non si ha un bel background di ascolti caratteristici, è decisamente una soddisfazione. Tocca ai Cani dei Portici, diretti da Bologna, scatenare la loro anima nera sul palco. I due sono già venuti in Piemonte a inizio estate e ci sentiamo di definirli dei nuovi amici, oltre che degli stupefacenti musicisti. Claudio e Demetrio prendono posizione, imbracciano le armi e cominciano a scaricare sul pubblico una scarica di artiglieria che trasforma per tre quarti d’ora di fuoco il Daevacian in un bunker sulle spiagge della Normandia. Post-hardcore e sludge si miscelano e trapanano i nostri timpani, l’impianto convoglia le ore di studio del duo in un massiccio muro di suono. Invalicabili.

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Il momento tanto atteso arriva: il pubblico è bello carico, così come tutti noi del collettivo. Tocca agli Haram, la band che più rappresenta gli ideali attorno al quale ruota T.I.N.D., salire sul palco e presentare “Lo Sgretolamento”, il loro nuovo e devastante EP. Il trio ovviamente non delude le aspettative, tirando fuori tutto il suo repertorio di sludge, noise, stoner, post-hardcore che lo rende una delle proposte più alternative della Penisola. I nuovi brani si uniscono a quelli di “Vuoto”, il primo lavoro che li ha portati alla nostra attenzione. Release party riuscito, con tanta presa bene e divertimento, sopra e sotto il palco.

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testo – Pietro Mugetti e Luca Cescon / foto – Fabio Mattiuz

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