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T.I.N.D. season finale w/ GRIEVED,HEXIS,SELVA,O,LA DERIVA @ Daevacian

Sabato 10 dicembre abbiamo chiuso la nostra stagione autunnale/invernale con cinque band a cavallo tra hardcore,post-black e black metal. Ospitati dal Daevacian di Bruino, che ancora una volta si è confermato un locale di altissima qualità sonora e di pubblico, il nsotro collettivo si è fatto nuovamente ponte tra vari generi e band. Vediamo come è andata!

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Per gli O un live all’insegna del ghiaccio secco! Come di consueto la band crea un’atmosfera tutta sua, con luci basse e fumo a circondare il palco. Ottima presenza, dettata da decine di live, e una bella botta in faccia per iniziare la serata come si deve.

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I local La Deriva tornano a suonar in casa a distanza di un anno e mezzo, proponendo un hardcore senza fronzoli, schietto e diretto adatto alla serata. Esecuzione e risposta del pubblico adeguate, e ultima occasione per vederli in zona per il 2016.

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Cambio palco super rapido e tocca agli svedesi Grieved portare un po’ di gelo dal nord dell’Europa. I cinque di Stoccolma arrivano con il loro full lenght omonimo, uscito pochi mesi fa. Il cantante Marcus non si risparmia, e i brani escono devastanti come da disco.

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Penultima band a calcare il palco del Daevacian, i danesi Hexis. Alla batteria troviamo Tommy dei Selva, ormai parte attiva di entrambe le band, che con la sua sezione ritmica contribuisce a dare una bella randellata al pubblico. Fumo e luci blu piazzate al fondo del palco alimentano ancora di più il senso di potenza del gruppo, ormai punto fermo della scena underground post-black e black metal europea.

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Direttamente da Lodi, i Selva sanno come arrivare alle persone, creando un’atmosfera intima e allo stesso tempo potente. La band propone uno screamo suonato alla grande, inserendo in scaletta parecchi pezzi tratti dall’ultimo lavoro, “Elèo”, riuscendo a chiudere al meglio la serata!

(…e nel frattempo c’è ancora il ghiaccio secco degli O.)

testo / Gianmarco Blasi e Luca Cescon – foto / Fabio Mattiuz

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HARAM + CANI DEI PORTICI + CARMONA RETUSA + SAHASRARA @ DAEVACIAN

Venerdì 7 ottobre abbiamo dato il via alla stagione invernale di Turin Is Not Dead. Un po’ in ritardo rispetto all’anno scorso, ma avevamo bisogno di tempo per assicuravi date sempre più interessanti e marchiate dai nostri denominatori comuni: passione e underground. Il Daevacian comincia a riempirsi fin da subito, con facce note, affezionati, ma anche tanti nuovi curiosi.

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Ad aprire le danze ci pensano i giovanissimi Sahasrara: già dal nome è possibile evincere la natura caotica ma studiata delle composizioni della band e il mix proposto è un connubio di tanti generi diversi, dal death al post-hardcore. Si potrebbe dire un po’ confusionario, ma il sound è molto gradevole e i ragazzi hanno sicuramente il tempo dalla loro per decidere se immergersi sempre di più nel profondo pozzo del chaotic-core o se forgiare un suono un po’ più lineare. Qualunque sarà la loro decisione, sul palco hanno demolito tutto e sono stati un ottimo assaggio di quello che sarà il mood della serata.

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Rapida pausa sigaretta + birra e il palco viene preparato per il post-hardcore dei torinese Carmona Retusa. La band è uscita poco tempo fa, e dopo una manciata di live siamo riusciti a farle tastare anche il palco del Daevacian. I quattro sanno perfettamente come muoversi e come proporre il loro sound, che unisce il cantato in italiano de Il Teatro degli Orrori alla difficoltà e intricatezza dei La Dispute. I Carmona sono sicuramente uno dei gruppi più interessanti del capoluogo, grazie alla loro capacità di uscire dallo schema classico del genere. Presenza scenica bella decisa, pogo sincero e scatenato, per un risultato davvero fantastico.

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Siamo a metà strada, il locale è bello pieno. Per essere una serata condita di band dal suono così ricercato, a volte difficile se non si ha un bel background di ascolti caratteristici, è decisamente una soddisfazione. Tocca ai Cani dei Portici, diretti da Bologna, scatenare la loro anima nera sul palco. I due sono già venuti in Piemonte a inizio estate e ci sentiamo di definirli dei nuovi amici, oltre che degli stupefacenti musicisti. Claudio e Demetrio prendono posizione, imbracciano le armi e cominciano a scaricare sul pubblico una scarica di artiglieria che trasforma per tre quarti d’ora di fuoco il Daevacian in un bunker sulle spiagge della Normandia. Post-hardcore e sludge si miscelano e trapanano i nostri timpani, l’impianto convoglia le ore di studio del duo in un massiccio muro di suono. Invalicabili.

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Il momento tanto atteso arriva: il pubblico è bello carico, così come tutti noi del collettivo. Tocca agli Haram, la band che più rappresenta gli ideali attorno al quale ruota T.I.N.D., salire sul palco e presentare “Lo Sgretolamento”, il loro nuovo e devastante EP. Il trio ovviamente non delude le aspettative, tirando fuori tutto il suo repertorio di sludge, noise, stoner, post-hardcore che lo rende una delle proposte più alternative della Penisola. I nuovi brani si uniscono a quelli di “Vuoto”, il primo lavoro che li ha portati alla nostra attenzione. Release party riuscito, con tanta presa bene e divertimento, sopra e sotto il palco.

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testo – Pietro Mugetti e Luca Cescon / foto – Fabio Mattiuz

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UNDERSMOKINGDOORS + THE REJECTED + CROSSING BELT + RAINTOWN live @ DAEVACIAN (Bruino – TO)

Sabato 9 aprile noi di Turin Is Not Dead abbiamo voluto sperimentare: non perchè le band selezionate fossero poco valide, anzi, ma perché il genere proposto questa volta è stato ben diverso dagli standard con i quali abbiamo abituato i nostri affezionati. Ebbene sì, abbiamo deciso di regalarvi una serata più leggera, chiamando in nostro supporto più che affidabili realtà locali. Ma bando alle ciance ed entriamo nel vivo di una serata che è stato un esperimento più che riuscito. Ancora una volta, un sentito ringraziamento al Daevacian, che è stato anch’esso “cavia” del nostro esperimento.

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A iniziare sono i Raintown. Potenza e tecnica sono i loro assi nella manica, così come la vena crossover che contraddistingue loro e tutti i gruppi della serata. Il pubblico comincia a scaldarsi fin da subito ed è bellissimo vedere che, nonostante si tratti del gruppo d’apertura e sia ancora presto, la band abbia un buon seguito di fan venuti apposta per loro. Bello spettacolo e pezzi originali.

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Tocca poi ai Crossing Belt. Portano sul palco un rock solido e compatto, accompagnato dalla notevole qualità canora del cantante. Le chitarre affettano l’aria del locale, i suoni sono ottimi. La sala concerti del Daevacian, abituata a sonorità prevalentemente aggressive e tonanti, comincia a riempirsi, rivelandosi un accogliente rifugio anche per coloro che cercano più calma nell’approccio musicale.

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Ma non c’è momento più sbagliato per parlare di calma che l’attimo in cui salgono sul palco i The Rejected: un mix potentissimo fra melodia e post-hardcore. Questi ragazzi sono temprati e si vede da come si muovono sul palco: dalle classiche mosse “core” sincronizzate a pura espressività emozionale, regalano uno spettacolo decisamente apprezzabile,  sia per gli occhi che per le orecchie.

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E’ il momento che la maggior parte del pubblico sembra aspettare: ecco che gli UnderSmokingDoors collegano i cavi agli strumenti e comincia il delirio. Decisamente ferrati, i sei membri del gruppo dimostrano un’abilità musicale e di coinvolgimento veramente rara. E’ l’ultima data con l’attuale line up, e il gruppo dimostra tutto l’affiatamento e la passione di anni condensate in quest’unica ora. E’ inutile dire che il risultato è eccezionale.

testo / Pietro Mugetti – foto / Matteo Bertolino

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STORM{O} + SELVA + DRY FOOD FOR DOGS + NOISE TRAIL IMMERSION live @ Daevacian (Bruino-TO)

Sabato 27 febbraio il ben temprato palco del Daevacian di Bruino (TO) ha dovuto sopportare il peso di una line up massiccia,roboante e,ci sentiamo proprio di dirlo,nazionalmente (e non solo) d’eccellenza. Stiamo parlando di Storm{O}selvə + Dry Food For Dogs + Noise Trail Immersion la quale,oltre a registrare un record d’ingressi nonché sold out per il prestigioso locale di provincia,ha regalato a tutti i presenti uno spettacolo sopra le righe. Difficile rimanere attenti e concentrati in quel girone infernale,ma tentiamo di spiegarvi cos’è successo.

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La serata inizia puntuale alle 22.00,con il locale già bello pieno e la sala concerti fremente. Tocca ai Noise Trail Immersion,consolidata realtà cittadina nota per non conoscere l’esistenza dei quattro quarti,ad aprire le danze con il diavolo. Il loro mathcore contorto e furioso è proprio quello che ci vuole per scaldare gli animi,ovviamente a suon di mazzate. Un piccolo inconveniente tecnico a pochi minuti dall’inizio manda k.o. il basso per un paio di tracce,ma nulla di grave: l’ampli ricomincia tempestivamente a tuonare,le 22 corde d’ordinanza vengono ripristinate,e la performance si conclude al meglio pochi minuti dopo. La stanza è già bella piena, ci si sposta al bancone per rinfrescarsi durante il rapido cambio palco.

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Ecco salire i Dry Food For Dogs,anch’essi torinesi,e inseriti nella serata dal nostro nuovo partner Last Sound Desing. Portano con loro,oltre a un quintale di violenza,un metal d’impatto,tecnico e moderno,ma con vari e piacevoli richiami al death più vecchia scuola. Il cocktail non delude,ma per sorseggiarlo è necessario uno stomaco d’acciaio: sotto il palco gli animi sono riscaldati e le ritmiche percussive inneggiano allo spintonamento compulsivo. C’è poco spazio per discorsi d’intrattenimento,le tredici tracce si riversano come una cascata sulle schiene del pubblico. Al termine della prestazione serve più di qualche sorso di birra per riprendersi.

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E’ il turno dei lodigiani selvə,che propongono un post-black influenzato dalla cupezza hardcore dei primi periodi. Questi ragazzi non giocano in casa,ma sanno di sicuro come creare l’atmosfera giusta: fanno spegnere tutte le luci on stage e piazzano nel centro dello stesso una lampada da comodino. Il risultato è sconvolgente,si percepiscono solamente le sagome dei musicisti,così come l’impatto della loro musica. Il batterista è in perenne blast beat,la voce e le chitarre sono taglienti e strazianti,ma c’è anche spazio per intermezzi melodici che ricordano alla lontana gli eccelsi Underoath. Il trio,nonostante abbia macinato chilometri per raggiungere il locale,è evidentemente amato dal pubblico nostrano: le emozioni e le legnate arrivano a cariolate.

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L’onere e l’onore di chiudere una serata di tale portata tocca ai bellunesi Storm{O}. Il loro post-hardcore è di un livello superiore,non per nulla sono ampiamente apprezzati oltralpe,nonostante i testi in italiano. Zero compromessi e tempi morti: la locomotiva veneta parte in orario e senza aspettare eventuali ritardatari,ogni pezzo è una badilata dritta sulle gengive,i ragazzi sotto il palco si ammucchiano al cospetto del cantante urlando a pieni polmoni i testi,le file posteriori spintonano per raggiungere i primi posti,la batteria martella senza sosta incalzata dallo stridio delle corde,lo scream ben cadenzato e sofferto aggiunge il giusto tono emozionale alla situazione. E’ un trionfo.

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Il potenziale della serata era indubbio,ma non ci saremmo mai aspettati un simile responso. E’ stato meraviglioso vedere valide band nostrane che ricevono la giusta attenzione,situazioni di questo genere sono possibili e non devono essere assolutamente l’eccezione. E tutto ciò è possibile grazie a voi,affezionati e nuove conoscenze,che seguite la musica e l’evoluzione degli eventi e siete presenti sotto quei palchi su cui gruppi talentuosi e meritevoli portano ore,mesi e anni di sudore e impegno. Siete presenti sotto quei palchi troppo spesso poco gremiti,fate la differenza. Continuiamo così. Alla prossima!

testo / Pietro Mugetti – foto / Matteo Bertolino

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IF I DIE TODAY +INFALL + BREATHE ME IN + ERA OF DISGUST live @ Daevacian (Bruino-TO)

Venerdì 19 febbraio abbiamo dato il via alla nostra collaborazione con l’etichetta/agenzia This Is Core,e lo abbiamo fatto con una line up di tutto rispetto e di grande potenza. Sul palco del Daevacian di Bruino (TO) si sono alternati Era Of Disgust,Breathe Me In,Infall e If I Die Today. Basterebbero questi nomi per farvi capire come è andata,ma noi facciamo di più e ve lo raccontiamo qua sotto.

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Noi di Turin Is Not Dead ci accapparriamo subito i nuovissimi Era Of Disgust,band nata pochissime settimane fa e con al suo interno volti noti della scena musicale del capoluogo. I ragazzi sono al primo live,ma a vedere da come suonano i pezzi proposti non sembrerebbe affatto. I brani spaziano dal deathcore al metal di stampo Lamb of God,dall’hardcore al metalcore più “storto”,e sicuramente non arrivano carezze ma solo tanti,tantissimi ceffoni. “Call of Despair” e “Sweping Out Monotony” alcune delle tracce uscite fino ad ora,ma ci aspettiamo grandi cose da questo gruppo nei prossimi mesi. Una bella scoperta in un panorama che tende ad andare verso le certezze piuttosto che mischiare un po’ i generi.

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Seconda band a salire sul palco,poco dopo le 22.30,i torinesi Breathe Me In. Reduci dal live di qualche settimana fa di spalla agli austriaci Castiel alla Cavallerizza Reale di Torino,e prossimi ad aprire le danze durante la “Metalcore Night” di marzo con gli Hacktivist a El Barrio,sempre a Torino,i ragazzi sono passati in provincia con il loro metalcore di stampo Rise Records. “Inhale/Exhale”,il 7 tracce uscito lo scorso autunno per This Is Core,ha senza dubbio portato questa band direttamente nel panorama metalcore/post-hardcore cittadino. I brani seguono il trend del genere,spaziando tra breakdown e parti vocali in pulito,ma il punto a favore dei Breathe Me In va sicuramente alla presenza scenica,cosa mai facile per una band giovane. Aspettiamo il prossimo lavoro per questo gruppo,che potrebbe essere una conferma sia sulla scena del capoluogo sia una rampa di lancio per qualche data fuori regione.

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Con presa bene,grande attesa e felicità attendiamo tutti il ritorno sul palco del Daevacian dei nostri amici Infall,band di Arona (Novara);la prima volta ospitammo i ragazzi a ottobre,per una delle serate più forti tirate su dal nostro collettivo. In quell’occasione già descrivemmo il loro sound come uno dei più complessi ma allo stesso tempo immediati e “melodici” che avessimo sentito negli ultimi anni,e anche questa volta confermiamo le nostre impressioni. Norma Jean,The Dillinger Escape Plan e Every Time I Die senza dubbio ancora una volta le band che più si avvicinano a ciò che propongono gli Infall,altra band sotto This Is Core,che ha avuto la fortuna di girare un po’ ultimamente con l’album “Nitecomes”,vera bomba atomica mathcore. Sul palco nessuno resta fermo,le parti più pulite del cantato escono da paura e il risultato è come sempre un muro che viene tirato su,distrutto e ricostruito a ogni brano. Gli Infall meriterebbero molta più attenzione.

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A chiudere la serata ci pensano gli If I Die Today,un pezzo di storia dell’hardcore torinese e non solo. 9 anni di attività,coronati da “Cursed”,l’ultima fatica discografica uscita a ottobre per Sliptrick Records. L’album è un punto di svolta per i nostri,che approdano in un territorio molto vario,spaziando dal post-hardcore allo stoner,fino al rock’n’roll,ma senza dimenticarsi dell’incazzatura dell’hardcore che ha fatto di loro un peso massimo sulla scena italiana (hanno condiviso il palco con Sum41,Dead Kennedys,Dillinger Escape Plan,e suoneranno a inizio marzo di spalla a Frank Carter e ai suoi Rattlesnakes). Locale piccolo e lo spirito della band esce fuori: mega attitudine sul palco,presa bene a piene mani e brani che suonano via veloci come treni. Marco (voce) si appende ovunque,aizza le persone rimaste e sotto il palco,anche se non in molti,non ci si dà tregua e ci si diverte alla grande. Gli If I Die Today si confermano,anche se non ne avrebbero alcun bisogno,una delle band più calde e precise dell’ormai scarso panorama hc torinese: meglio pochi ma buoni,a questo punto.

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Ringraziamo This Is Core per la fiducia riposta in Turin Is Not Dead,il Daevacian per l’ennesima serata ospitata tra le sue mura,le band e il pubblico,tra cui abbiamo visto molte facce nuove,alle quali ovviamente va il nostro invito per le prossime serate firmate T.I.N.D. e un mega abbraccio per averci supportato.

testo / Luca Cescon – foto / Matteo Bertolino

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FATHOMS (UK) + DEPTHSCENT (IT) + HARAM (IT) + AETHERIALS (IT) LIVE @ DAEVACIAN (BRUINO)

Giovedì 28 gennaio abbiamo alzato il sipario sul nostro 2016 con una serata a elevato tasso di tamarrate e presa bene. A distanza di un mese e mezzo dall’ultimo evento firmato Turin Is Not Dead, siamo tornati su uno dei generi che tira di più nel panorama cittadino: il metalcore. A ospitare il nostro decimo appuntamento ci ha pensato il Daevacian di Bruino (TO), locale che da due anni si fa casa di eventi per tutti i gusti. A creare casini sopra (e sotto) il palco ci hanno pensato Fathoms (metalcore dal Regno Unito), Depthscent (metalcore dal capoluogo), Haram (post-hardcore/noise sempre dalla città della Mole) e Aetherials (djent, anche loro da Torino). Ma ecco come è andata.

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La serata prende il via leggermente in ritardo rispetto alla tabella di marcia, per permettere ad alcune macchinate provenienti da Torino di arrivare per ascoltare la band di apertura, i nuovissimi Aetherials. I ragazzi sono al primo live, e danno il massimo per non farlo notare. La band propone un metalcore / djent tecnico e incastrato, con un cantato che a tratti ha ricordato ad alcuni di noi gli australiani Northlane. La scaletta scivola via rapida e giustamente un po’ bloccata da qualche errorino qua e là, ma il risultato è più che positivo e di sicuro questi giovani sapranno farsi valere nel circuito torinese.

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A spezzare ulteriormente gli equilibri ci pensano gli Haram, trio torinese che perdersi dal vivo è davvero un errore. Pausa sigaretta per qualcuno, pausa birra per altri: nel frattempo i ragazzi salgono sul palco e le intenzioni (anche per chi non avesse mai ascoltato il loro EP di debutto, “Vuoto”) sono subito chiare: cappucci neri calati in testa, pedali ovunque, piacere estremo per le note lunghe e il noise. Il concerto degli Haram è una manata: un misto di post-metal, voci in pulito alla Every Time I Die, parti noise e sludge ultradilatate e un approccio nei confronti del palco davvero rabbioso. La band è all’inizio del suo percorso live, ma senza dubbio questo è solo il principio di una “salita agli inferi” di tutto rispetto, che può portarle grandi soddisfazioni.

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I torinesi Depthscent, ultima band local a salire sul palco, riportano l’attenzione sul genere musicale attorno al quale ruota la serata. I ragazzi infatti hanno sempre proposto, fin dall’inizio del loro percorso musicale, un metalcore senza compromessi, suonato con grande attenzione e mai scontato. La band è reduce dall’uscita del nuovo singolo “Filthy Project”, traccia estratta dal suo EP in uscita a inizio febbraio. I Depthscent sono una conferma: nel giro metalcore cittadino nessuno si era dimenticato di loro, ma forse un ritorno preciso e senza pecche come quello del Daevacian può dare a questi ragazzi una bella spinta per il 2016.

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Nonostante l’ora ormai tarda, il fatto di essere a Bruino, il freddo, il giovedì sera, ci si ferma praticamente tutti per le bombe finali, sganciate dagli inglesi Fathoms. La band è in tour già da una settimana, e la stanchezza è palpabile. Nonostante questo, i Fathoms dimostrano di essere una band di peso. Le tracce della loro ultima fatica discografica, l’undici tracce “Lives Lived”, si uniscono a un paio di pezzi nuovi (anticipatori di quello che sarà l’album nuovo in uscita nei prossimi mesi) e ad alcune bombette di qualche anno fa (“November December” e “XIV” su tutte). Sotto il palco la presa bene è elevatissima, gli inglesi ci coinvolgono tutti e nessuno si risparmia. L’unione tra un metalcore tamarro ma allo stesso tempo dalle sonorità ricercate e un hardcore davvero ciccione si dimostra un cocktail letale che fa saltare anche i più stanchi.

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Il 2016 si apre per noi con la consapevolezza che sì, gli scogli sono ancora numerosi e l’organizzazione infrasettimanale risulta problematica, ma che con l’aiuto delle band e il giusto “mood”, possiamo fare grandi passi avanti verso l’unica meta che vogliamo raggiungere: divertirci tutti insieme e far suonare band locali con artisti di ottimo livello.

testo / Luca Cescon – foto / Matteo Bertolino

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DHOLE (screamo da Lodi) + LORA (emo da Torino) + INTO MY PLASTIC BONES (post-hardcore da Torino) live @ Daevacian

Fra la moltitudine di eventi musicali che hanno visto la nostra amata Torino meno morta che mai, sabato 7 novembre si è svolta anche la nostra sesta serata presso il Daevacian di Bruino. Ad onorarci della loro presenza i Lora e gli Into My Plastic Bones da Torino spalleggianti dallo screamo dei Dhole da Lodi.

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Ad aprire le danze gli Into My Plastic Bones con il loro post-hardcore ricco di parti strumentali, la cui tecnicità ha davvero infuocato tutti quanti. Non saprei dire con esattezza per quanto si sia protratta la loro performance, sicuramente non abbastanza, tanto da farmi pensare a fine live “cazzo ne voglio ancora!”. Anche i lodigiani erano davvero esaltati dal sound che ne stava fuoriuscendo e questo, personalmente, mi ha davvero appagato un sacco. Vedere dei musicisti che, nonostante il poco pubblico, si incitano l’un l’altro da sopra e sotto il palco è forse il gesto più simbolico che rappresenta al meglio per quale dannata ragione ci ostiniamo tanto a promuovere questa “emarginata” musica da sottosuolo.

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A seguire, prendono posto sul palco i Dhole da Lodi. Ho ascoltato molto bene il loro LP “Oltre Ai Confini Della Nostra Essenza”, avevo bisogno di un po’ di sana ispirazione in chiave screamo e devo dire che è stato un album che ha ampliamento allargato le mie ottuse vedute. I testi, da cantante, sono ciò che sicuramente ho più apprezzato, ma anche le chitarre, con questo suono hard rock, mi hanno dato parecchio da pensare, in positivo si intende e sono piacevolmente rimasto soddisfatto dalla loro performance ricca di attitudine ed emozione, con una scaletta in crescendo che non lascia adito ad alcun ma, solo tanti applausi e complimenti per loro.

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È il momento dei Lora, che devo ammetterlo, per me sono stati la band rivelazione della serata. Non mi era ancora capitato di sentirli in live e quasi me ne vergogno, ma devo dire che mi hanno gasato ed emozionato come un minorenne il giorno del compleanno. Sound bello maturo, dato dai tanti anni di attività della band. La voce urlata riecheggia nella sala, contornata dalla melodia delle chitarre che nell’insieme costruiscono un bel quadro che mi prende come in un vortice ricco di emozioni e mi fa ripiombare alla realtà solamente a fine live, dopo un repertorio di pezzi più e meno nuovi, attraverso i quali si percepisce in maniera del tutto tangibile il percorso di crescita della band.

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In conclusione, gran serata con ottima musica e persone stupende che ci hanno ripagato di ogni sforzo nonostante la scarsa affluenza, ma come direbbero i Lora “questa è Torino, non è mica New York” e noi la amiamo così com’è, morta o viva che sia, perché tutto ciò che ha da darci è stupendo e noi cerchiamo con tutti noi stessi di valorizzarlo quanto più possiamo.

Come sempre ringraziamo le bands che hanno preso parte alla serata, ringraziamo Gabri e Paolo del Daevacian, grazie a Pierpaolo di Marche Hardcore per essersi fatto lo sbattone fin quassù per prendere parte al concerto e grazie a tutti quelli che come sempre vengono alle nostre serate a supportarci e soprattutto a supportare la musica.

Ci vediamo il 20 (NEW ADVENTURES IN LO-FI + LM&T + SDEGHEDE + FARADAY EXPERIENCE live @ Daevacian) e il 21 (INFECTION CODE release party + RAMA + GRAND MET BONDYE + BLACK WINGS OF DESTINY) novembre sempre al Daevacian.

keep going!

Testo /  Simone Meña                                                                      FotoMatteo Bertolino

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O (Post-Black da Biella) + INFALL (Mathcore da Arona) + ORIGOD (Metal da Torino) + THIRST PRAYER (Grindcore da Torino) live @ Daevacian

Sabato 24 ottobre il nostro collettivo ha portato sul palco del Daevacian di Bruino (TO) l’ennesimo poker di band di altissima qualità.

Ci troviamo nel tardo pomeriggio al locale per accogliere le band – puntualissime e super precise – e dare un ascolto al soundcheck. Dopo la cena servita alle band, iniziamo ad attendere il pubblico.

La serata si preannunciava partecipata, e così è stato: moltissime persone sono arrivate da Torino per prendere parte a un live ricco di capacità tecniche e cattiveria.

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Ad aprire l’evento i nuovissimi Thirst Prayer, gruppo grindcore/blackened hardcore torinese, con alcuni volti noti della scena metal del capoluogo (Fabietto e Ste) in formazione. Il live fila via veloce e potente, e il risultato sono applausi e complimenti per una band che può davvero far male e da cui ci aspettiamo molto. Per fan di The Secret e Discomfort.

Dopo una pausa sigaretta e birra, si torna in pista con gli Infall da Arona. I ragazzi portavano con loro le tracce del nuovissimo “Nitecomes”, il sette tracce anticipato dal video della potentissima “Banally”.

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La botta data dal vivo da questa band è devastante: un mix di post-hardcore e mathcore, mai banale e suonato con efficacia e tecnica sopraffina. Sezione ritmica da spavento e parti vocali al top, gli Infall sono il punto d’incontro tra gli Every Time I Die, i Converge e i Dillinger Escape Plan.

Terza band a salire sul palco del Daevacian, anche loro per la prima volta, i torinesi Origod.

Che dire, un gruppo che non solo sostiene il nostro collettivo, ma che è anche attivo da tantissimi anni nella scena torinese.

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I ragazzi, dopo l’avventura al Big Sunday Free Festival di Caluso, suonano parecchi pezzi nuovi, lasciando spazio per un solo pezzo dell’album del 2010, “A New Dawn Fades”. Messi da parte l’hardcore e il mathcore degli inizi, gli Origod stanno navigando egregiamente nel mare del metal di qualche decennio fa, confermando grandi capacità anche in questo genere.

Cambio palco, si accende la macchina del fumo e inizia il live degli headliner della serata.

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Inizia il live degli O, la post-black metal band di Biella, che ha da poco fatto uscire il nuovo cinque tracce “Pietra”, fuori per Grindpromotion Records e Unquiet Records. Il loro concerto è un muro di suono da cui è difficile uscire: i musicisti sul palco sono quasi invisibili, le chitarre tritano tutto seguendo i canoni del black metal, mentre il suono della batteria esce e si unisce al fighissimo caos totale. La scelta di non tenere la voce alta di volume purtroppo impedisce di comprendere i bellissimi testi della band, ma il risultato è comunque devastante.

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Questo concerto è stato per noi di Turin Is Not Dead l’ennesima dimostrazione che organizzare degli eventi di qualità, alla fine dei conti, paga.

Vi ringraziamo tutti, band, pubblico e locale, per la partecipazione e per le belle parole spese nel corso di tutta la serata nei confronti del nostro collettivo.

Testo /  Luca Cescon                                                                                   FotoMatteo Bertolino

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