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Ornaments + Nitritono + Haram + Empire live @ Daevacian

Venerdì 5 maggio si è chiuso un capitolo fondamentale per Turin Is Not Dead: il Daevacian di Bruino da fine giugno non esisterà più, ma rimarrà per noi un’esperienza e un luogo fissati in modo indelebile nella nostra mente. Per cercare di “chiudere il cerchio”, abbiamo organizzato un live di alta qualità con Ornaments, Nitritono, Haram ed Empire.

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A battezzare l’ultima serata nella nostra seconda casa ci pensano gli Empire. Il loro post-rock mancava da qualche tempo dai palchi torinesi e di provincia: tolta dagli strumenti un po’ di polvere i ragazzi hanno mostrato il loro lato ricercato ma mai troppo lontano dai canoni del genere. Apertura con i fiocchi, amici sotto palco venuti dalla città, un bel ritorno per una delle band più sottovalutate della scena cittadina.

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Sotto con i nomi noti: Haram nuovamente al Daevacian, locale grazie al quale si sono fatti conoscere nell’ultimo anno e mezzo di attività del nostro collettivo. Il loro sound è come sempre una mitragliata di sludge e hardcore senza compromessi, e ne è esempio “TIND”, il brano dedicato proprio ai noi. Con gli Haram annoiarsi è impossibile, tra assalti sonori potentissimi e momenti noise impeccabili.

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A preparare il terreno per gli headliner ci pensano i Nitritono. Duo cuneese, da poco uscito con il suo full lenght “Panta Rei”, che ci porta nel deserto dei Kyuss ma con in cuffia sludge e metallo di rara bellezza. Senza dubbio una delle uscite discografiche più interessanti dell’ultimo periodo, ma anche una coppia di ottimi musicisti che non teme di alzare il volume e picchiare durissimo. Benvenuti nella nostra famiglia.

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Ospiti di peso, che mancavano da qualche anno a Torino: sono gli Ornaments, la post-metal band più interessante della Penisola. Li portiamo in provincia, e veniamo ripagati da un muro sonoro invalicabile, fatto di un sound interamente strumentale complesso ma mai incomprensibile, che ci accompagna tra scapocciate e momenti più intimi alla fine della nostra storia al Daevacian.

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Chiudere con un nome importante, musicalmente interessante e acclamato, è per noi il modo migliore per darci un arrivederci alla prossima stagione, e al tempo stesso per ricordare cosa è stato per noi il Daevacian: il locale nel quale siamo passati da piccoli live a occasioni più grandi, senza mai dimenticare il nostro territorio e le sue band.

Ci vediamo dopo l’estate.

foto / Matteo Bertolino – testo / Luca Cescon

 

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T.I.N.D. season finale w/ GRIEVED,HEXIS,SELVA,O,LA DERIVA @ Daevacian

Sabato 10 dicembre abbiamo chiuso la nostra stagione autunnale/invernale con cinque band a cavallo tra hardcore,post-black e black metal. Ospitati dal Daevacian di Bruino, che ancora una volta si è confermato un locale di altissima qualità sonora e di pubblico, il nsotro collettivo si è fatto nuovamente ponte tra vari generi e band. Vediamo come è andata!

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Per gli O un live all’insegna del ghiaccio secco! Come di consueto la band crea un’atmosfera tutta sua, con luci basse e fumo a circondare il palco. Ottima presenza, dettata da decine di live, e una bella botta in faccia per iniziare la serata come si deve.

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I local La Deriva tornano a suonar in casa a distanza di un anno e mezzo, proponendo un hardcore senza fronzoli, schietto e diretto adatto alla serata. Esecuzione e risposta del pubblico adeguate, e ultima occasione per vederli in zona per il 2016.

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Cambio palco super rapido e tocca agli svedesi Grieved portare un po’ di gelo dal nord dell’Europa. I cinque di Stoccolma arrivano con il loro full lenght omonimo, uscito pochi mesi fa. Il cantante Marcus non si risparmia, e i brani escono devastanti come da disco.

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Penultima band a calcare il palco del Daevacian, i danesi Hexis. Alla batteria troviamo Tommy dei Selva, ormai parte attiva di entrambe le band, che con la sua sezione ritmica contribuisce a dare una bella randellata al pubblico. Fumo e luci blu piazzate al fondo del palco alimentano ancora di più il senso di potenza del gruppo, ormai punto fermo della scena underground post-black e black metal europea.

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Direttamente da Lodi, i Selva sanno come arrivare alle persone, creando un’atmosfera intima e allo stesso tempo potente. La band propone uno screamo suonato alla grande, inserendo in scaletta parecchi pezzi tratti dall’ultimo lavoro, “Elèo”, riuscendo a chiudere al meglio la serata!

(…e nel frattempo c’è ancora il ghiaccio secco degli O.)

testo / Gianmarco Blasi e Luca Cescon – foto / Fabio Mattiuz

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SLANDER + TUTTI I COLORI DEL BUIO + LA DERIVA live @ BORDER CIRCOLO ARCI – TORINO

La serata incomincia benissimo con i La Deriva che portano sul palco tanta passione e il loro hardcore “dalla provincia”. La saletta si riempie velocemente e il mosh caotico pian piano inizia a formarsi sempre più scandito dai ritmi incalzanti e serrati della band che dimostra non solo di eccellere negli aspetti nodali del genere ma anche di essere capace di uscire fuori dagli schemi. Reduci da un paio di live nelle zone limitrofe con band di spicco del panorama musicale locale e internazionale ormai la band dimostra di avere un affiatamento solido e di avere tutte le carte in regola per diventare una certezza nell’ambito hardcore cittadino e non.

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Dopo una veloce pausa per un rapido cambio palco è il turno dei torinesi Tutti I Colori Del Buio. Prima data torinese dopo il release party per il loro ultimo lavoro “Initiation into nothingness” molto apprezzato dalla critica. Il pubblico è carico e il quartetto locale apre le danze a suon di punk hardcore violento e oscuro. Il pogo si scatena quasi da subito con aggiunta di stage dive e intermezzi sarcastici nei brevi periodi di pausa. Dopo questa performance è facile ammettere che I Tutti I Colori Del Buio si riaffermano come una delle band di spicco del panorama hardcore torinese con ritmi scatenati e presenza scenica d’impatto.

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Sono circa le 23.30 quando gli Slander salgono sul palco. Il basement del locale è completamente saturo, ci sono più di cento persone. I tre quarti d’ora che seguono potrebbero essere semplicemente riassunti con: schiaffoni, schiaffoni e ancora schiaffoni. Ma cerchiamo di analizzare la situazione nel dettaglio. Appena i ragazzi attaccano si scatena il degenero più totale, i riff taglienti come rasoi sferzano l’aria nella stanza, qualcuno mette una sedia a fianco del palco per potersi lanciare sul massacro sottostante.  Non c’è giustamente un singolo attimo di tregua, i pezzi sono brevi ma carichi di energia. Ammetto di aver perso gli occhiali nel pogo i primi due minuti, di conseguenza i miei ricordi potrebbero essere annebbiati, ma è stato uno dei live più carichi e soddisfacenti a cui abbia mai assistito. Gli Slander meritano in tutto e per tutto il titolo di Italian Finest.

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Con questa serata abbiamo salutato alla grande il Border Circolo ARCI, alla sua ultima data. Un ringraziamento enorme va a Giulio, che da dicembre 2015 ha dato fiducia al nostro collettivo e ha permesso a tutti noi e a più di 100 persone di prendere parte a questa serata devastante.

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testo – Pietro Mugetti e Nebil Jabnoun / foto – Fabio Mattiuz

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HARAM + CANI DEI PORTICI + CARMONA RETUSA + SAHASRARA @ DAEVACIAN

Venerdì 7 ottobre abbiamo dato il via alla stagione invernale di Turin Is Not Dead. Un po’ in ritardo rispetto all’anno scorso, ma avevamo bisogno di tempo per assicuravi date sempre più interessanti e marchiate dai nostri denominatori comuni: passione e underground. Il Daevacian comincia a riempirsi fin da subito, con facce note, affezionati, ma anche tanti nuovi curiosi.

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Ad aprire le danze ci pensano i giovanissimi Sahasrara: già dal nome è possibile evincere la natura caotica ma studiata delle composizioni della band e il mix proposto è un connubio di tanti generi diversi, dal death al post-hardcore. Si potrebbe dire un po’ confusionario, ma il sound è molto gradevole e i ragazzi hanno sicuramente il tempo dalla loro per decidere se immergersi sempre di più nel profondo pozzo del chaotic-core o se forgiare un suono un po’ più lineare. Qualunque sarà la loro decisione, sul palco hanno demolito tutto e sono stati un ottimo assaggio di quello che sarà il mood della serata.

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Rapida pausa sigaretta + birra e il palco viene preparato per il post-hardcore dei torinese Carmona Retusa. La band è uscita poco tempo fa, e dopo una manciata di live siamo riusciti a farle tastare anche il palco del Daevacian. I quattro sanno perfettamente come muoversi e come proporre il loro sound, che unisce il cantato in italiano de Il Teatro degli Orrori alla difficoltà e intricatezza dei La Dispute. I Carmona sono sicuramente uno dei gruppi più interessanti del capoluogo, grazie alla loro capacità di uscire dallo schema classico del genere. Presenza scenica bella decisa, pogo sincero e scatenato, per un risultato davvero fantastico.

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Siamo a metà strada, il locale è bello pieno. Per essere una serata condita di band dal suono così ricercato, a volte difficile se non si ha un bel background di ascolti caratteristici, è decisamente una soddisfazione. Tocca ai Cani dei Portici, diretti da Bologna, scatenare la loro anima nera sul palco. I due sono già venuti in Piemonte a inizio estate e ci sentiamo di definirli dei nuovi amici, oltre che degli stupefacenti musicisti. Claudio e Demetrio prendono posizione, imbracciano le armi e cominciano a scaricare sul pubblico una scarica di artiglieria che trasforma per tre quarti d’ora di fuoco il Daevacian in un bunker sulle spiagge della Normandia. Post-hardcore e sludge si miscelano e trapanano i nostri timpani, l’impianto convoglia le ore di studio del duo in un massiccio muro di suono. Invalicabili.

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Il momento tanto atteso arriva: il pubblico è bello carico, così come tutti noi del collettivo. Tocca agli Haram, la band che più rappresenta gli ideali attorno al quale ruota T.I.N.D., salire sul palco e presentare “Lo Sgretolamento”, il loro nuovo e devastante EP. Il trio ovviamente non delude le aspettative, tirando fuori tutto il suo repertorio di sludge, noise, stoner, post-hardcore che lo rende una delle proposte più alternative della Penisola. I nuovi brani si uniscono a quelli di “Vuoto”, il primo lavoro che li ha portati alla nostra attenzione. Release party riuscito, con tanta presa bene e divertimento, sopra e sotto il palco.

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testo – Pietro Mugetti e Luca Cescon / foto – Fabio Mattiuz

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DAI NOSTRI “INVIATI SPECIALI” MATTEO E PIETRO: BOLO HXC FEST 2 @ VILLA SERENA (BOLOGNA)

Definire il Bolo HxC Fest 2 come un concertone sarebbe riduttivo, come anche il fatto di raccontare questa giornata come un susseguirsi di gruppi su un palco, perché in realtà è stato ed è molto di più!

Per noi di Torino è stato quasi un pellegrinaggio tra pullman, treni e chilometri e chilometri di camminate, ma tutti questi sforzi sono stati ripagati da una situazione che va al di là della semplice musica.

Il concetto di passione, attitudine e fratellanza che c’è all’interno del festival è qualcosa che ti porta oltre e allo stesso tempo ti fa comprendere come questi valori portati avanti nel tempo diano risultati bellissimi.

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Dal punto di vista musicale la line-up è stata perfetta ed è doveroso citare tutte le band di ragazzi che hanno calcato quel palco e di cui consigliamo vivamente l’ascolto: Fingers to the Bone, Baron Samedi, Show Of Force, Die Trying, Walk Into The StormTiger Shot, RTC, GTA, One Shall Stand, Oltrezona, Insanity, Damn City, Straight Opposition e Rise Of The Northstar; tutti gruppi validissimi provenienti da realtà diverse del panorama hardcore italiano ed estero, ognuno con le sue sfaccettature e differenze di suono ma tutti con la stessa mentalità, che è in assoluto la carta vincente di un festival come questo.

Noi siamo stati veramente orgogliosi di aver preso parte a questa festa insieme ad altre realtà e crew italiane, così come di aver condiviso la giornata insieme ad altre distro e ai ragazzi di Sea Shepherd e ci tenevamo a ringraziare di cuore tutti i ragazzi della Nuke Crew di Bologna per aver tirato su una bomba simile!

testo (ma soprattutto viaggio!) / Matteo Bertolino & Pietro Mugetti

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LAMANTIDE + LOIMANN + THIRST PRAYER + LOS EXORCISTAS (RA) live @ Border Circolo ARCI – Torino

Comincio questo report precisamente alle 3 di notte, appena rientrato dal live e colto dalla mia solita insonnia! Decido quindi di iniziare a buttar giù qualche idea, ancora fresco dell’esperienza della serata appena conclusa. Reduci dalle ultime due date organizzate al Daevacian di Bruino, ritorniamo nel capoluogo piemontese, ospitati nuovamente dal Border Circolo Arci. Ci tengo da subito a ringraziare il locale e in particolar modo Giulio (il gestore), che sta credendo molto in noi dimostrandosi, al contrario di altri, una persona dalle larghe vedute. Dovete sapere che è duro per noi l’interfacciamento con locali e realtà musicali già ben consolidate, ma piano piano stiamo cercando di costruirci una credibilità basata sui fatti, e sicuramente parte di questa, è grazie a persone come lui che ci permettono di portare in centro città un po’ di quelle schifezze che ci piace organizzare!

Dopo questa parentesi, direi che è ora di parlare di questa serata.

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La lineup, che originariamente prevedeva Thirst Prayer, Loimann e Lamantide, viene integrata con i Los Exorcistas, band argentina in day-off, che Giulio ci ha chiesto di inserire nella serata. Sono dunque proprio loro ad aprire le danze: questa band non è semplice da interpretare, forse anche colpa mia, che non ho ben colto la direzione che la loro musica vuole prendere. Di base ci troviamo ad ascoltare uno stoner, suonato con l’atteggiamento grezzo del punk e integrato da elementi che vanno dal grunge un po’ psichedelico, a qualche passaggio condito di palm muting decisamente metal. La voce è per il 90% del tempo melodica e scanzonata, con qualche saltuario aumento di tono tendendete allo scream. Non pensavo ma la lingua argentina si sposa molto bene con il genere!

Dopo il loro breve set in apertura è la volta dei Thirst Prayer!

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I ragazzi sono alla loro prima data a Torino. Ormai li conosco bene, ho visto tutte le loro precedenti date e gli ho fatto da fonico due di queste, quindi so cosa aspettarmi. Come le tre precedenti volte, le aspettative non deludono: i Thirst Prayer sono il punto di incontro tra l’hardcore e il black metal, un sound introspettivo che passa da ritmiche nette e accordacci tamarri a progressioni dissonanti e sferzate a suon di blast beat tipiche del metallo nordico. Il buon Necchi nella voce mette tutto il male di vivere possibile e il risultato è un impatto devastante che poche band riescono a produrre.

 Cambio palco: una sigaretta, una birra al bar e si torna sotto in sala per i Loimann!

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Questa è proprio una di quelle band che sarebbe bello vedere un po’ di più in giro perchè secondo me, hanno non pochi meriti! Definirli semplicemente stoner è davvero riduttivo a mio avviso; il loro sound tocca lo sludge, il metal e l’hardcore. La formazione è la più semplice possibile: batterista, bassista e chitarrista cantante…Nonostante questo vi assicuro che il loro live è una botta! Gli arrangiamenti sono curatissimi e mai banali, la voce è potente sia nelle parti melodiche che in quelle più cattive e la band suona con precisione senza sacrificare la naturalezza del fomento che si ha su un palco. Aggiungo un ulteriore nota di merito: la cura nella scelta dei suoni, cosa sempre più rara nelle band attuali.

Arriviamo infine alla band che chiude la serata, ovvero gli ospiti.

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I Lamantide sono in quattro e vengono da Cremona. Anche per loro non ci si può ridurre a un singolo tag per definire la loro musica. Possiamo parlare di hardcore, perchè fondamentalmente è quello che fanno, ma non aspettatevi né i Sick of it all né gli Skruigners. I Lamantide sono i Lamantide! Cantano in Italiano e latino con la voce grossa, scura e disperata che cavalca delle lamate strumentali veloci e sfiancanti, che lasciano ogni tanto spazio a momenti più tipici dell’attuale post-hardcore, dove la chitarra mette da parte l’abbondante dose di gain che la caratterizza, per un suono meno aggressivo dove la voce diventa pulita e sofferente. Vengono toccati anche altri territori, da questo si capisce che la band ascolta molta musica diversa e riesce a inserire molteplici influenze all’interno delle composizioni. Personalmente, ho apprezzato molto un intermezzo che si è spinto fino al post rock. L’attitudine della band è molto forte: il cantante è sottopalco e trasmette ogni singola emozione direttamente in faccia al pubblico accalcato davanti a lui, gli altri ragazzi sono concentrati su quello che suonano ma danno spazio allo sfogo di cui anche il corpo ha bisogno quando suoni qualcosa di così impetuoso.

La serata numero 12 si conclude quindi con molta soddisfazione per noi di Turin Is Not Dead, in primis per aver fatto suonare delle band così valide e poi per aver coinvolto oltre che ai nostri fedeli, un bel po‘ di gente nuova che non avevamo mai visto e che speriamo di rivedere ai nostri prossimi eventi! Una nota molto positiva delle ultime serate da noi organizzate, è che stiamo notando l’abbandono di quella fastidiosissima pratica dell’entrare per vedere la band degli amici, passando il resto della serata fuori dal locale con una sigaretta in bocca. Stasera tutti hanno ascoltato tutti e ogni band ha potuto godere della sala piena!

Nel piccolo di ciò che facciamo, è l’ennesimo trionfo!

Dalla provincia è tutto… Alla prossima!

testo / Luca Buono – foto / Fabio Mattiuz

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STORM{O} + SELVA + DRY FOOD FOR DOGS + NOISE TRAIL IMMERSION live @ Daevacian (Bruino-TO)

Sabato 27 febbraio il ben temprato palco del Daevacian di Bruino (TO) ha dovuto sopportare il peso di una line up massiccia,roboante e,ci sentiamo proprio di dirlo,nazionalmente (e non solo) d’eccellenza. Stiamo parlando di Storm{O}selvə + Dry Food For Dogs + Noise Trail Immersion la quale,oltre a registrare un record d’ingressi nonché sold out per il prestigioso locale di provincia,ha regalato a tutti i presenti uno spettacolo sopra le righe. Difficile rimanere attenti e concentrati in quel girone infernale,ma tentiamo di spiegarvi cos’è successo.

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La serata inizia puntuale alle 22.00,con il locale già bello pieno e la sala concerti fremente. Tocca ai Noise Trail Immersion,consolidata realtà cittadina nota per non conoscere l’esistenza dei quattro quarti,ad aprire le danze con il diavolo. Il loro mathcore contorto e furioso è proprio quello che ci vuole per scaldare gli animi,ovviamente a suon di mazzate. Un piccolo inconveniente tecnico a pochi minuti dall’inizio manda k.o. il basso per un paio di tracce,ma nulla di grave: l’ampli ricomincia tempestivamente a tuonare,le 22 corde d’ordinanza vengono ripristinate,e la performance si conclude al meglio pochi minuti dopo. La stanza è già bella piena, ci si sposta al bancone per rinfrescarsi durante il rapido cambio palco.

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Ecco salire i Dry Food For Dogs,anch’essi torinesi,e inseriti nella serata dal nostro nuovo partner Last Sound Desing. Portano con loro,oltre a un quintale di violenza,un metal d’impatto,tecnico e moderno,ma con vari e piacevoli richiami al death più vecchia scuola. Il cocktail non delude,ma per sorseggiarlo è necessario uno stomaco d’acciaio: sotto il palco gli animi sono riscaldati e le ritmiche percussive inneggiano allo spintonamento compulsivo. C’è poco spazio per discorsi d’intrattenimento,le tredici tracce si riversano come una cascata sulle schiene del pubblico. Al termine della prestazione serve più di qualche sorso di birra per riprendersi.

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E’ il turno dei lodigiani selvə,che propongono un post-black influenzato dalla cupezza hardcore dei primi periodi. Questi ragazzi non giocano in casa,ma sanno di sicuro come creare l’atmosfera giusta: fanno spegnere tutte le luci on stage e piazzano nel centro dello stesso una lampada da comodino. Il risultato è sconvolgente,si percepiscono solamente le sagome dei musicisti,così come l’impatto della loro musica. Il batterista è in perenne blast beat,la voce e le chitarre sono taglienti e strazianti,ma c’è anche spazio per intermezzi melodici che ricordano alla lontana gli eccelsi Underoath. Il trio,nonostante abbia macinato chilometri per raggiungere il locale,è evidentemente amato dal pubblico nostrano: le emozioni e le legnate arrivano a cariolate.

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L’onere e l’onore di chiudere una serata di tale portata tocca ai bellunesi Storm{O}. Il loro post-hardcore è di un livello superiore,non per nulla sono ampiamente apprezzati oltralpe,nonostante i testi in italiano. Zero compromessi e tempi morti: la locomotiva veneta parte in orario e senza aspettare eventuali ritardatari,ogni pezzo è una badilata dritta sulle gengive,i ragazzi sotto il palco si ammucchiano al cospetto del cantante urlando a pieni polmoni i testi,le file posteriori spintonano per raggiungere i primi posti,la batteria martella senza sosta incalzata dallo stridio delle corde,lo scream ben cadenzato e sofferto aggiunge il giusto tono emozionale alla situazione. E’ un trionfo.

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Il potenziale della serata era indubbio,ma non ci saremmo mai aspettati un simile responso. E’ stato meraviglioso vedere valide band nostrane che ricevono la giusta attenzione,situazioni di questo genere sono possibili e non devono essere assolutamente l’eccezione. E tutto ciò è possibile grazie a voi,affezionati e nuove conoscenze,che seguite la musica e l’evoluzione degli eventi e siete presenti sotto quei palchi su cui gruppi talentuosi e meritevoli portano ore,mesi e anni di sudore e impegno. Siete presenti sotto quei palchi troppo spesso poco gremiti,fate la differenza. Continuiamo così. Alla prossima!

testo / Pietro Mugetti – foto / Matteo Bertolino

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IF I DIE TODAY +INFALL + BREATHE ME IN + ERA OF DISGUST live @ Daevacian (Bruino-TO)

Venerdì 19 febbraio abbiamo dato il via alla nostra collaborazione con l’etichetta/agenzia This Is Core,e lo abbiamo fatto con una line up di tutto rispetto e di grande potenza. Sul palco del Daevacian di Bruino (TO) si sono alternati Era Of Disgust,Breathe Me In,Infall e If I Die Today. Basterebbero questi nomi per farvi capire come è andata,ma noi facciamo di più e ve lo raccontiamo qua sotto.

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Noi di Turin Is Not Dead ci accapparriamo subito i nuovissimi Era Of Disgust,band nata pochissime settimane fa e con al suo interno volti noti della scena musicale del capoluogo. I ragazzi sono al primo live,ma a vedere da come suonano i pezzi proposti non sembrerebbe affatto. I brani spaziano dal deathcore al metal di stampo Lamb of God,dall’hardcore al metalcore più “storto”,e sicuramente non arrivano carezze ma solo tanti,tantissimi ceffoni. “Call of Despair” e “Sweping Out Monotony” alcune delle tracce uscite fino ad ora,ma ci aspettiamo grandi cose da questo gruppo nei prossimi mesi. Una bella scoperta in un panorama che tende ad andare verso le certezze piuttosto che mischiare un po’ i generi.

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Seconda band a salire sul palco,poco dopo le 22.30,i torinesi Breathe Me In. Reduci dal live di qualche settimana fa di spalla agli austriaci Castiel alla Cavallerizza Reale di Torino,e prossimi ad aprire le danze durante la “Metalcore Night” di marzo con gli Hacktivist a El Barrio,sempre a Torino,i ragazzi sono passati in provincia con il loro metalcore di stampo Rise Records. “Inhale/Exhale”,il 7 tracce uscito lo scorso autunno per This Is Core,ha senza dubbio portato questa band direttamente nel panorama metalcore/post-hardcore cittadino. I brani seguono il trend del genere,spaziando tra breakdown e parti vocali in pulito,ma il punto a favore dei Breathe Me In va sicuramente alla presenza scenica,cosa mai facile per una band giovane. Aspettiamo il prossimo lavoro per questo gruppo,che potrebbe essere una conferma sia sulla scena del capoluogo sia una rampa di lancio per qualche data fuori regione.

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Con presa bene,grande attesa e felicità attendiamo tutti il ritorno sul palco del Daevacian dei nostri amici Infall,band di Arona (Novara);la prima volta ospitammo i ragazzi a ottobre,per una delle serate più forti tirate su dal nostro collettivo. In quell’occasione già descrivemmo il loro sound come uno dei più complessi ma allo stesso tempo immediati e “melodici” che avessimo sentito negli ultimi anni,e anche questa volta confermiamo le nostre impressioni. Norma Jean,The Dillinger Escape Plan e Every Time I Die senza dubbio ancora una volta le band che più si avvicinano a ciò che propongono gli Infall,altra band sotto This Is Core,che ha avuto la fortuna di girare un po’ ultimamente con l’album “Nitecomes”,vera bomba atomica mathcore. Sul palco nessuno resta fermo,le parti più pulite del cantato escono da paura e il risultato è come sempre un muro che viene tirato su,distrutto e ricostruito a ogni brano. Gli Infall meriterebbero molta più attenzione.

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A chiudere la serata ci pensano gli If I Die Today,un pezzo di storia dell’hardcore torinese e non solo. 9 anni di attività,coronati da “Cursed”,l’ultima fatica discografica uscita a ottobre per Sliptrick Records. L’album è un punto di svolta per i nostri,che approdano in un territorio molto vario,spaziando dal post-hardcore allo stoner,fino al rock’n’roll,ma senza dimenticarsi dell’incazzatura dell’hardcore che ha fatto di loro un peso massimo sulla scena italiana (hanno condiviso il palco con Sum41,Dead Kennedys,Dillinger Escape Plan,e suoneranno a inizio marzo di spalla a Frank Carter e ai suoi Rattlesnakes). Locale piccolo e lo spirito della band esce fuori: mega attitudine sul palco,presa bene a piene mani e brani che suonano via veloci come treni. Marco (voce) si appende ovunque,aizza le persone rimaste e sotto il palco,anche se non in molti,non ci si dà tregua e ci si diverte alla grande. Gli If I Die Today si confermano,anche se non ne avrebbero alcun bisogno,una delle band più calde e precise dell’ormai scarso panorama hc torinese: meglio pochi ma buoni,a questo punto.

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Ringraziamo This Is Core per la fiducia riposta in Turin Is Not Dead,il Daevacian per l’ennesima serata ospitata tra le sue mura,le band e il pubblico,tra cui abbiamo visto molte facce nuove,alle quali ovviamente va il nostro invito per le prossime serate firmate T.I.N.D. e un mega abbraccio per averci supportato.

testo / Luca Cescon – foto / Matteo Bertolino

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FATHOMS (UK) + DEPTHSCENT (IT) + HARAM (IT) + AETHERIALS (IT) LIVE @ DAEVACIAN (BRUINO)

Giovedì 28 gennaio abbiamo alzato il sipario sul nostro 2016 con una serata a elevato tasso di tamarrate e presa bene. A distanza di un mese e mezzo dall’ultimo evento firmato Turin Is Not Dead, siamo tornati su uno dei generi che tira di più nel panorama cittadino: il metalcore. A ospitare il nostro decimo appuntamento ci ha pensato il Daevacian di Bruino (TO), locale che da due anni si fa casa di eventi per tutti i gusti. A creare casini sopra (e sotto) il palco ci hanno pensato Fathoms (metalcore dal Regno Unito), Depthscent (metalcore dal capoluogo), Haram (post-hardcore/noise sempre dalla città della Mole) e Aetherials (djent, anche loro da Torino). Ma ecco come è andata.

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La serata prende il via leggermente in ritardo rispetto alla tabella di marcia, per permettere ad alcune macchinate provenienti da Torino di arrivare per ascoltare la band di apertura, i nuovissimi Aetherials. I ragazzi sono al primo live, e danno il massimo per non farlo notare. La band propone un metalcore / djent tecnico e incastrato, con un cantato che a tratti ha ricordato ad alcuni di noi gli australiani Northlane. La scaletta scivola via rapida e giustamente un po’ bloccata da qualche errorino qua e là, ma il risultato è più che positivo e di sicuro questi giovani sapranno farsi valere nel circuito torinese.

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A spezzare ulteriormente gli equilibri ci pensano gli Haram, trio torinese che perdersi dal vivo è davvero un errore. Pausa sigaretta per qualcuno, pausa birra per altri: nel frattempo i ragazzi salgono sul palco e le intenzioni (anche per chi non avesse mai ascoltato il loro EP di debutto, “Vuoto”) sono subito chiare: cappucci neri calati in testa, pedali ovunque, piacere estremo per le note lunghe e il noise. Il concerto degli Haram è una manata: un misto di post-metal, voci in pulito alla Every Time I Die, parti noise e sludge ultradilatate e un approccio nei confronti del palco davvero rabbioso. La band è all’inizio del suo percorso live, ma senza dubbio questo è solo il principio di una “salita agli inferi” di tutto rispetto, che può portarle grandi soddisfazioni.

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I torinesi Depthscent, ultima band local a salire sul palco, riportano l’attenzione sul genere musicale attorno al quale ruota la serata. I ragazzi infatti hanno sempre proposto, fin dall’inizio del loro percorso musicale, un metalcore senza compromessi, suonato con grande attenzione e mai scontato. La band è reduce dall’uscita del nuovo singolo “Filthy Project”, traccia estratta dal suo EP in uscita a inizio febbraio. I Depthscent sono una conferma: nel giro metalcore cittadino nessuno si era dimenticato di loro, ma forse un ritorno preciso e senza pecche come quello del Daevacian può dare a questi ragazzi una bella spinta per il 2016.

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Nonostante l’ora ormai tarda, il fatto di essere a Bruino, il freddo, il giovedì sera, ci si ferma praticamente tutti per le bombe finali, sganciate dagli inglesi Fathoms. La band è in tour già da una settimana, e la stanchezza è palpabile. Nonostante questo, i Fathoms dimostrano di essere una band di peso. Le tracce della loro ultima fatica discografica, l’undici tracce “Lives Lived”, si uniscono a un paio di pezzi nuovi (anticipatori di quello che sarà l’album nuovo in uscita nei prossimi mesi) e ad alcune bombette di qualche anno fa (“November December” e “XIV” su tutte). Sotto il palco la presa bene è elevatissima, gli inglesi ci coinvolgono tutti e nessuno si risparmia. L’unione tra un metalcore tamarro ma allo stesso tempo dalle sonorità ricercate e un hardcore davvero ciccione si dimostra un cocktail letale che fa saltare anche i più stanchi.

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Il 2016 si apre per noi con la consapevolezza che sì, gli scogli sono ancora numerosi e l’organizzazione infrasettimanale risulta problematica, ma che con l’aiuto delle band e il giusto “mood”, possiamo fare grandi passi avanti verso l’unica meta che vogliamo raggiungere: divertirci tutti insieme e far suonare band locali con artisti di ottimo livello.

testo / Luca Cescon – foto / Matteo Bertolino

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WALK INTO THE STORM (HARDCORE DALLE MARCHE) + CEILING OF ANVERS (DJENT DA TORINO) + ARTERY (METALCORE DA TORINO) LIVE @ BORDER

Non è facile scrivere un report su questa serata: non per la difficolta dello scrivere bene in sé, quanto per quella di descrivere un concerto così bello e ben riuscito in poche parole. Turin Is Not Dead torna al successo, e lo fa portando la sua nona serata direttamente nel cuore di Torino. Luogo di divertimento e presa bene il Border Circolo ARCI, un locale legatissimo alla scena hardcore-punk cittadina e non solo, che si sbatte settimanalmente senza sosta per avere sempre dei concerti al suo interno. Ci troviamo di fronte al locale un po’ in anticipo rispetto agli orari stabiliti, ma ne aprrofittiamo per sistemarci e far scendere le prime birrette. Le band si alternano precisissime e super puntuali tra soundcheck e cena, così da dover solo aspettare “l’ora X” per iniziare i live.

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Primi a salire sul palco i nuovissimi Artery, nuova bomba firmata Torino, che attaccano precisi come orologi svizzeri. Supportati da amici e amiche, chi spinto dall’amore per il metalcore, chi dalla voglia di supportare anche senza essere amante del metallo, i ragazzi portano sul palco la forza del genere, fatta di breakdown serrati e parti vocali in growl. Seconda data più che riuscita per questa band, che sembra non aver bisogno di un’estenuante gavetta come tante altre del genere.

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Cambio palco veloce come la luce, mentre sopra si continuano a bere birrette e spritz, e neanche tempo di riprendersi che arriva la botta hardcore definitiva. Siamo orgogliosi di essere riusciti a portare nel capoluogo una delle band più cafone della penisola, i marchigiani Walk Into the Storm, di passaggio con il loro “Blasfemia Tour” e supportati dalla distro Insonnia Lunare Records e da Marche Hardcore, nonchè portatori dei valori della loro Scars of Rage Crew. I ragazzi hanno portato in giro il nuovissimo 5 tracce “Breathless”, un EP che sembra suonato, cantato e sputato fuori direttamente dalle migliori palestre di mosh americane: un concentrato di beatdown, hardcore, metalcore e chi più ne ha più ne metta. Tra di noi sotto il palco volano mazzate per tutta la durata del live, tra 2-step, pugni nel vuoto e featuring. Torino è pronta anche a questo.

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A chiudere la serata, per non farci mancare proprio nulla, piazziamo i local heroes Ceiling of Anvers. Non c’è nulla da dire su questa band, che prima di essere tale è un gruppo di amici che rispettano ciò che facciamo e che non mancano di supportarci quando ne hanno l’occasione. La perfezione fatta a djent, un mix di ceffoni e melodia che non annoia mai, un tasso di precisione elevatissimo e tanta, tanta, tanta passione per un genere che saper far bene è tutt’altro che semplice.

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Foto ricordo: un momento da incorniciare, una serata indimenticabile, la dimostrazione che nel nostro piccolo si possono tirare su degli eventi di qualità, in cui l’amicizia e il rispetto sono alla base. Ringraziamo il pubblico, le band, i giovanissimi ragazzi della Longrail Records (che speriamo di poter avere con noi anche in futuro), Paolino di Insonnia Lunare per lo scambio dischi con la nostra distro e ovviamente il Border, per aver messo tutto nelle nostre mani.

testo / Luca Cescon – foto / Matteo Bertolino                                                                             

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