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NOISE TRAIL IMMERSION + FORGOTTEN TEARS + MY AIM TO FAREWELL +AS A CONCEIT + DEPTHSCENT LIVE @ LAVANDERIE RAMONE (TO)

ARISE 8 inizia con il botto: i Depthscent salgono sul palco con la solita presa bene di chi suona per passione e si vede. Tanta grinta e tanta padronanza del palco per i ragazzi che, come spesso ripete il cantante Carlo, chiariscono la loro provenienza da “la Città dei Casini”, facendo su un bel bordello per tutta la durata del live. Dal punto di vista musicale sono forse una delle realtà più promettenti del panorama metalcore cittadino e  i loro pezzi mai scontati e sempre molto molto carichi lo dimostrano ampiamente.

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È il turno della prima band da fuori, i veneziani As A Conceit, che hanno scelto Torino come città per far partire il loro tour in giro per l’Europa. Tecnicamente ineccepibili e con sonorità chiaramente riconducibili a gruppi come gli Architetcs, hanno fatto prendere bene i  tanti ragazzi e ragazze presenti sotto palco mantenendo alto il livello della serata.

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Ecco che tocca a uno dei gruppi di punta del metalcore nostrano, i My Aim To Farewell, con una formazione atipica ma con la solita cattiveria e aggressività che caratterizza il loro sound. La mancanza del frontman ha fatto si che sul palco si alternassero diverse voci. I primi brani sono toccati a Carlo dei Depthscent, che ha lasciato poi il posto a Giulio dei Thousand Miles Away. Il gran finale è toccato a Fabio dei Noise Trail Immersion che dopo un paio di pezzi da solo ha concluso la scaletta insieme a Raoul, batterista del suo gruppo.

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Dopo questa scarica di cattiveria è toccato ai milanesi Forgotten Tears non far calare di intensità il live. I quattro di Milano non hanno di certo fatto rimpiangere le altre band, proponendo un sound compatto e lineare, con sonorità tipiche dello swedish metalcore e tanta tanta grinta. Sul palco si nota l’esperienza data dai tanti palchi calcati dalla band e la passione che mettono in ciò che fanno.

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A chiusura della serata è arrivato il momento dei Noise Trail Immersion. Luci quasi del tutto inesistenti, suoni giganti, tecnica da vendere, corde in quantità e una voce potente e rabbiosa sono il cocktail perfetto per definire il mathcore che portano sul palco questi ragazzi.  Si può dire che siano stati il completamento perfetto a una serata come questa, ricca di “casini” e grande presenza scenica.

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testo e foto / Matteo Bertolino

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A METALCORE NIGHT w/ HACKTIVIST (uk) + WE SURVIVED THE MAYA +THOUSAND MILES AWAY + DEPTHSCENT + BREATHE ME IN + DOROTHY + AETHERIALS live @ EL BARRIO (Torino)

Quattro giorni fa ho avuto la dimostrazione che la scena metalcore torinese, quando viene prodotto e pubblicizzato bene un evento, c’è ed è bella attiva.
Il locale in cui si è svolta questa serata è El Barrio, ex scuola elementare adibita a sala concerti, ottima e imponente location vista dall’esterno, situata in una strada secondaria della zona industriale di Torino nord. A dirigere l’orchestra il nostro Luca Buono che, insieme ad altre persone competenti, non senza alcuni problemi iniziali, è riuscito a produrre degli ottimi suoni, forse troppo alti nel complesso, ma in fondo la colpa è probabilmente solo mia che sono stato sotto le casse per tutta la durata del live, distruggendo i miei timpani. Strano, non succede mai. Arrivati un’ora in anticipo io e Matteo ci rechiamo a cenare al bar del locale;  cheeseburger per me e Rum Cooler per lui, grazie!

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La serata, come previsto, inizia puntuale alle 19.45; ad aprire le danze gli Ætherials (o “eterials”, scegliete voi come volete chiamarli, visto che è difficile dire quella ae). La nuova band di Torino ha saputo intrattenere il poco pubblico presente durante l’ora di cena. Gli errori ci sono stati, giustamente, come ogni nuova band che entra nel panorama della musica live, ma dopo un paio di tracce la situazione è migliorata notevolmente e i ragazzi hanno fatto del proprio meglio per far vedere che i primi a suonare non sono per forza sempre quelli più scarsi.

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Tempo di un veloce cambio palco (così per tutte le band, fortunatamente) e mentre bevo un San Simone mi godo il secondo gruppo, i Dorothy; vengono da Roma, hanno ritornelli che mi ricordano i Dufresne (figata) e la cosa che più mi ha colpito è stato il dj sul palco, scelta azzardata per il tipo di musica fatta, ma devo ammettere che ha fatto la sua porca figura e il live è filato liscio come l’olio. Onorevole, da parte loro, ricordare l’amico nonché compagno di viaggi e concerti Davide, venuto a mancare l’anno scorso.

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La gente inizia ad arrivare in modo esponenziale, e mentre si riempie la sala concerti salgono sul palco i Breathe Me In, freschi di video nuovo con il cantante dei Cry Excess. Qui la formazione, oltre a essere composta da ragazzi giovanissimi come la maggior parte delle band di questa serata, è classica da band metal: due chitarre, un basso, una batteria e un cantante. I ragazzi scaricano una raffica di breakdown che fa (finalmente, perché era già passata un’ora e mezza dall’inizio del live ) inziare a pogare la gente sotto al palco. Bravi tutti!

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A seguire un’altra band che ha partecipato insieme agli Ætherials a una serata targata TIND: i Depthscent. Per gusti personali, è la band che ho apprezzato di più come sonorità. I ragazzi non fanno niente che non si sia già sentito, ma lo fanno bene, molto bene! Si avvicinano molto di più al metal piuttosto che al metalcore e hanno fatto un ottimo concerto, con tanto di stage diving da parte di Carlo (il cantante).

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Sono le 22.00 circa e per intrattenere il cambio palco e fare casini sale il mio amico di lunga data Francesco Nobile, che in poco tempo fa andare via tutti da sotto al palco ma meglio così, tanto a noi “non ce ne fotte”, proprio come dice lui.

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Thousand Miles Away: ecco il nome della quinta band. Sono giovanissimi e devo ammettere che hanno tenuto il palco molto bene; fanno metalcore e il loro cantante riesce a passare daL melodico all’urlato in un attimo, e ovviamente non sono da meno i suoi compagni di avventura. Il pubblico canta tutte le loro canzoni a memoria, sicuramente una cosa positiva anche per i ragazzi che da sopra il palco hanno assistito a questa scena. Quaranta minuti di fuoco e si passa all’ultima band locale prima dei tanto attesi headliner.

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Se i Depthscent dal lato musicale sono stati quelli che ho apprezzato di più all’interno della serata, sicuramente quelli dove c’è stato più casino sia sopra che sotto il palco sono stati i We Survived The Maya. Si sono presentati sul palco con degli estintori pieni di aria compressa e durante tutto il concerto la gente si è menata sotto il palco, mentre loro sul palco erano gasati come pochi. Si è vista anche gente moshare vestita da elefante e che è salita pure sul palco, per dire…

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Come dicevo prima, gli headliner sono stati i tanto attesi Hacktivist. Premettendo che odio il rap mischiato con altri generi musicali, la band inglese è riuscita a tenere il palco saltando un ora e mezza e utilizzando batteria e chitarre talmente bene da farlo sembrare un beat rap prodotto da Jay-Z. Per tutta la durata del concerto hanno mischiato grime, hip-hop e breakdown con notevole facilità e la gente sotto il palco ha apprezzato più che mai questa scelta stilistica.
La serata è finita come da orari per l’1.45 di notte e noi, dopo due chiacchiere, siamo arrivati a casa alle 3.30, poco meno dell’ultima volta che ho fatto il reporter alle Lavanderie Ramone. Colgo l’occasione per salutare come sempre tutte le band che hanno suonato, i fonici, gli organizzatori e chi più ne ha più ne metal!

testo / Fabio Mattiuz – foto / Matteo Bertolino

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IF I DIE TODAY +INFALL + BREATHE ME IN + ERA OF DISGUST live @ Daevacian (Bruino-TO)

Venerdì 19 febbraio abbiamo dato il via alla nostra collaborazione con l’etichetta/agenzia This Is Core,e lo abbiamo fatto con una line up di tutto rispetto e di grande potenza. Sul palco del Daevacian di Bruino (TO) si sono alternati Era Of Disgust,Breathe Me In,Infall e If I Die Today. Basterebbero questi nomi per farvi capire come è andata,ma noi facciamo di più e ve lo raccontiamo qua sotto.

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Noi di Turin Is Not Dead ci accapparriamo subito i nuovissimi Era Of Disgust,band nata pochissime settimane fa e con al suo interno volti noti della scena musicale del capoluogo. I ragazzi sono al primo live,ma a vedere da come suonano i pezzi proposti non sembrerebbe affatto. I brani spaziano dal deathcore al metal di stampo Lamb of God,dall’hardcore al metalcore più “storto”,e sicuramente non arrivano carezze ma solo tanti,tantissimi ceffoni. “Call of Despair” e “Sweping Out Monotony” alcune delle tracce uscite fino ad ora,ma ci aspettiamo grandi cose da questo gruppo nei prossimi mesi. Una bella scoperta in un panorama che tende ad andare verso le certezze piuttosto che mischiare un po’ i generi.

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Seconda band a salire sul palco,poco dopo le 22.30,i torinesi Breathe Me In. Reduci dal live di qualche settimana fa di spalla agli austriaci Castiel alla Cavallerizza Reale di Torino,e prossimi ad aprire le danze durante la “Metalcore Night” di marzo con gli Hacktivist a El Barrio,sempre a Torino,i ragazzi sono passati in provincia con il loro metalcore di stampo Rise Records. “Inhale/Exhale”,il 7 tracce uscito lo scorso autunno per This Is Core,ha senza dubbio portato questa band direttamente nel panorama metalcore/post-hardcore cittadino. I brani seguono il trend del genere,spaziando tra breakdown e parti vocali in pulito,ma il punto a favore dei Breathe Me In va sicuramente alla presenza scenica,cosa mai facile per una band giovane. Aspettiamo il prossimo lavoro per questo gruppo,che potrebbe essere una conferma sia sulla scena del capoluogo sia una rampa di lancio per qualche data fuori regione.

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Con presa bene,grande attesa e felicità attendiamo tutti il ritorno sul palco del Daevacian dei nostri amici Infall,band di Arona (Novara);la prima volta ospitammo i ragazzi a ottobre,per una delle serate più forti tirate su dal nostro collettivo. In quell’occasione già descrivemmo il loro sound come uno dei più complessi ma allo stesso tempo immediati e “melodici” che avessimo sentito negli ultimi anni,e anche questa volta confermiamo le nostre impressioni. Norma Jean,The Dillinger Escape Plan e Every Time I Die senza dubbio ancora una volta le band che più si avvicinano a ciò che propongono gli Infall,altra band sotto This Is Core,che ha avuto la fortuna di girare un po’ ultimamente con l’album “Nitecomes”,vera bomba atomica mathcore. Sul palco nessuno resta fermo,le parti più pulite del cantato escono da paura e il risultato è come sempre un muro che viene tirato su,distrutto e ricostruito a ogni brano. Gli Infall meriterebbero molta più attenzione.

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A chiudere la serata ci pensano gli If I Die Today,un pezzo di storia dell’hardcore torinese e non solo. 9 anni di attività,coronati da “Cursed”,l’ultima fatica discografica uscita a ottobre per Sliptrick Records. L’album è un punto di svolta per i nostri,che approdano in un territorio molto vario,spaziando dal post-hardcore allo stoner,fino al rock’n’roll,ma senza dimenticarsi dell’incazzatura dell’hardcore che ha fatto di loro un peso massimo sulla scena italiana (hanno condiviso il palco con Sum41,Dead Kennedys,Dillinger Escape Plan,e suoneranno a inizio marzo di spalla a Frank Carter e ai suoi Rattlesnakes). Locale piccolo e lo spirito della band esce fuori: mega attitudine sul palco,presa bene a piene mani e brani che suonano via veloci come treni. Marco (voce) si appende ovunque,aizza le persone rimaste e sotto il palco,anche se non in molti,non ci si dà tregua e ci si diverte alla grande. Gli If I Die Today si confermano,anche se non ne avrebbero alcun bisogno,una delle band più calde e precise dell’ormai scarso panorama hc torinese: meglio pochi ma buoni,a questo punto.

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Ringraziamo This Is Core per la fiducia riposta in Turin Is Not Dead,il Daevacian per l’ennesima serata ospitata tra le sue mura,le band e il pubblico,tra cui abbiamo visto molte facce nuove,alle quali ovviamente va il nostro invito per le prossime serate firmate T.I.N.D. e un mega abbraccio per averci supportato.

testo / Luca Cescon – foto / Matteo Bertolino

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FATHOMS (UK) + DEPTHSCENT (IT) + HARAM (IT) + AETHERIALS (IT) LIVE @ DAEVACIAN (BRUINO)

Giovedì 28 gennaio abbiamo alzato il sipario sul nostro 2016 con una serata a elevato tasso di tamarrate e presa bene. A distanza di un mese e mezzo dall’ultimo evento firmato Turin Is Not Dead, siamo tornati su uno dei generi che tira di più nel panorama cittadino: il metalcore. A ospitare il nostro decimo appuntamento ci ha pensato il Daevacian di Bruino (TO), locale che da due anni si fa casa di eventi per tutti i gusti. A creare casini sopra (e sotto) il palco ci hanno pensato Fathoms (metalcore dal Regno Unito), Depthscent (metalcore dal capoluogo), Haram (post-hardcore/noise sempre dalla città della Mole) e Aetherials (djent, anche loro da Torino). Ma ecco come è andata.

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La serata prende il via leggermente in ritardo rispetto alla tabella di marcia, per permettere ad alcune macchinate provenienti da Torino di arrivare per ascoltare la band di apertura, i nuovissimi Aetherials. I ragazzi sono al primo live, e danno il massimo per non farlo notare. La band propone un metalcore / djent tecnico e incastrato, con un cantato che a tratti ha ricordato ad alcuni di noi gli australiani Northlane. La scaletta scivola via rapida e giustamente un po’ bloccata da qualche errorino qua e là, ma il risultato è più che positivo e di sicuro questi giovani sapranno farsi valere nel circuito torinese.

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A spezzare ulteriormente gli equilibri ci pensano gli Haram, trio torinese che perdersi dal vivo è davvero un errore. Pausa sigaretta per qualcuno, pausa birra per altri: nel frattempo i ragazzi salgono sul palco e le intenzioni (anche per chi non avesse mai ascoltato il loro EP di debutto, “Vuoto”) sono subito chiare: cappucci neri calati in testa, pedali ovunque, piacere estremo per le note lunghe e il noise. Il concerto degli Haram è una manata: un misto di post-metal, voci in pulito alla Every Time I Die, parti noise e sludge ultradilatate e un approccio nei confronti del palco davvero rabbioso. La band è all’inizio del suo percorso live, ma senza dubbio questo è solo il principio di una “salita agli inferi” di tutto rispetto, che può portarle grandi soddisfazioni.

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I torinesi Depthscent, ultima band local a salire sul palco, riportano l’attenzione sul genere musicale attorno al quale ruota la serata. I ragazzi infatti hanno sempre proposto, fin dall’inizio del loro percorso musicale, un metalcore senza compromessi, suonato con grande attenzione e mai scontato. La band è reduce dall’uscita del nuovo singolo “Filthy Project”, traccia estratta dal suo EP in uscita a inizio febbraio. I Depthscent sono una conferma: nel giro metalcore cittadino nessuno si era dimenticato di loro, ma forse un ritorno preciso e senza pecche come quello del Daevacian può dare a questi ragazzi una bella spinta per il 2016.

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Nonostante l’ora ormai tarda, il fatto di essere a Bruino, il freddo, il giovedì sera, ci si ferma praticamente tutti per le bombe finali, sganciate dagli inglesi Fathoms. La band è in tour già da una settimana, e la stanchezza è palpabile. Nonostante questo, i Fathoms dimostrano di essere una band di peso. Le tracce della loro ultima fatica discografica, l’undici tracce “Lives Lived”, si uniscono a un paio di pezzi nuovi (anticipatori di quello che sarà l’album nuovo in uscita nei prossimi mesi) e ad alcune bombette di qualche anno fa (“November December” e “XIV” su tutte). Sotto il palco la presa bene è elevatissima, gli inglesi ci coinvolgono tutti e nessuno si risparmia. L’unione tra un metalcore tamarro ma allo stesso tempo dalle sonorità ricercate e un hardcore davvero ciccione si dimostra un cocktail letale che fa saltare anche i più stanchi.

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Il 2016 si apre per noi con la consapevolezza che sì, gli scogli sono ancora numerosi e l’organizzazione infrasettimanale risulta problematica, ma che con l’aiuto delle band e il giusto “mood”, possiamo fare grandi passi avanti verso l’unica meta che vogliamo raggiungere: divertirci tutti insieme e far suonare band locali con artisti di ottimo livello.

testo / Luca Cescon – foto / Matteo Bertolino

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UPON THIS DAWNING (IT) + CRY EXCESS (IT) + MY AIM TO FAREWELL (IT) live @ Lavanderie Ramone (Torino)

É la prima volta in vita mia in cui scrivo il report di un concerto a cui partecipo (“figata!”, direte voi, ma io già dopo una riga di Word sono nel panico più totale). Giusto per non facilitarmi le cose mi è capitato di farlo per una concerto di un genere che non ho mai ascoltato in vita mia, quindi cercherò di dare un commento il più oggettivo possibile, perchè se mettessi in mezzo i miei gusti personali mi lamenterei solo, combinando un casino, e la figura dell’incapace poco professionale proprio non la voglio fare.

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La serata inizia alle 22.45 circa, orario classico per le Lavanderie Ramone, uno dei locali più affermati in zona San Salvario per quanto riguarda la musica rock, metal e alternative. Primi a salire sul palco i My Aim to Farewell: oltre che buoni amici, sono sempre una garanzia da veder live. La presenza scenica di Kiri, il cantante, e il suo coinvolgimento con il pubblico portano a scaldare la gente sotto il palco dopo poco più di un pezzo. Si suda, fa caldissimo. Già dalla prima band la sala è piena, ci saranno circa 100 persone, le stesse che rimarranno per tutta la serata. Lo spostamento radicale della band torinese dal metalcore alla moda verso il metal delle tracce del nuovo disco suonate in anteprima è stata la mossa più furba che potessero fare, riuscendo a tirare fuori dei suoni davvero grossi. Attivi ormai da un sacco di anni, hanno fatto come sempre la loro sporca figura.

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A seguire, dopo il live dei My Aim to Farewell, un’altra band torinese cavalca il palco di Via Berthollet 25: i Cry Excess. É la prima volta che li vedo dal vivo. Dopo vari cambi di genere musicale, questa band si è ormai stabilizzata da un po’ di anni su quel tipo di metalcore che piace tanto ai ragazzi di oggi, e si è visto. Il pubblico, dopo un’intro tamarra a base di dubstep degna dello Chalet e un breakdown iniziale (mix letale da far crollare il locale), ha iniziato e saltare e pogare come un pazzo (volavano davvero pugni ovunque). Qui il coinvolgimento da parte delle band è stato diverso: tutto il gruppo saltava e faceva evoluzioni sul palco (un po’ troppe per i miei gusti, ma il pubblico ha apprezzato, quindi bene così), e le parti in melodico sono tutte merito del batterista. La band era molto unita, si è vista chiaramente l’esperienza dei live, e nel complesso ha tenuto bene il palco.

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Per finire in bellezza la serata arrivano gli headliner, tanto attesi dal pubblico, di ritorno da più di 2 anni in tour in giro per l’America. L’ultima volta che vidi gli U.T.D. fu circa 4 anni fa a Torino, forse proprio alle Lavanderie Ramone, ma non ne sono sicuro. In compenso ricordo che erano in sei, non in quattro come durante questo concerto, ma per il genere che propongono una chitarra con i suoni giusti basta e avanza. Anche loro iniziano il live con un mega breakdown, dando subito un impatto esagerato sul pubblico che impazzisce e inizia a pogare (ragazze comprese, figata!). Si vede chiaramente che l’America ha fatto solo bene a questa band, che tira su un live molto professionale e tecnico: chitarra e basso con suoni enormi e taglienti, proprio come i coltelli di Chef Tony (ve lo ricordate, no?) nelle pubblicità degli anni ’90. Non ho ben capito il senso a 3/4 della serata di quello skit da circa un minuto e mezzo di cassa dritta, ma ho ballato come un cretino e ho anche apprezzato, da buon provinciale cresciuto a pane e techno.

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La serata finisce all’una circa, noi però rimaniamo ancora a bere qualcosa, fino a quando ci accorgiamo che non c’è più nessuno e si sono fatte le 3.45 del mattino, ah. Direi che è ora di tornare a casa, visto che sono in piedi dalle 6.30. Un ringraziamento particolare va come sempre alla Flux Agency, con la quale noi di Turin Is Not Dead stiamo collaborando  e che si sta sbattendo moltissimo per aiutarci, a Matteo Tresso e alle Lavanderie Ramone per aver ospitato la serata. Alla prossima!

p.s.: ora che sono a casa però mi ascolto l’ultimo album dei Sunn O))) e muoio felice nel letto.

testo / Fabio Mattiuz – foto / Matteo Bertolino

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WALK INTO THE STORM (HARDCORE DALLE MARCHE) + CEILING OF ANVERS (DJENT DA TORINO) + ARTERY (METALCORE DA TORINO) LIVE @ BORDER

Non è facile scrivere un report su questa serata: non per la difficolta dello scrivere bene in sé, quanto per quella di descrivere un concerto così bello e ben riuscito in poche parole. Turin Is Not Dead torna al successo, e lo fa portando la sua nona serata direttamente nel cuore di Torino. Luogo di divertimento e presa bene il Border Circolo ARCI, un locale legatissimo alla scena hardcore-punk cittadina e non solo, che si sbatte settimanalmente senza sosta per avere sempre dei concerti al suo interno. Ci troviamo di fronte al locale un po’ in anticipo rispetto agli orari stabiliti, ma ne aprrofittiamo per sistemarci e far scendere le prime birrette. Le band si alternano precisissime e super puntuali tra soundcheck e cena, così da dover solo aspettare “l’ora X” per iniziare i live.

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Primi a salire sul palco i nuovissimi Artery, nuova bomba firmata Torino, che attaccano precisi come orologi svizzeri. Supportati da amici e amiche, chi spinto dall’amore per il metalcore, chi dalla voglia di supportare anche senza essere amante del metallo, i ragazzi portano sul palco la forza del genere, fatta di breakdown serrati e parti vocali in growl. Seconda data più che riuscita per questa band, che sembra non aver bisogno di un’estenuante gavetta come tante altre del genere.

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Cambio palco veloce come la luce, mentre sopra si continuano a bere birrette e spritz, e neanche tempo di riprendersi che arriva la botta hardcore definitiva. Siamo orgogliosi di essere riusciti a portare nel capoluogo una delle band più cafone della penisola, i marchigiani Walk Into the Storm, di passaggio con il loro “Blasfemia Tour” e supportati dalla distro Insonnia Lunare Records e da Marche Hardcore, nonchè portatori dei valori della loro Scars of Rage Crew. I ragazzi hanno portato in giro il nuovissimo 5 tracce “Breathless”, un EP che sembra suonato, cantato e sputato fuori direttamente dalle migliori palestre di mosh americane: un concentrato di beatdown, hardcore, metalcore e chi più ne ha più ne metta. Tra di noi sotto il palco volano mazzate per tutta la durata del live, tra 2-step, pugni nel vuoto e featuring. Torino è pronta anche a questo.

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A chiudere la serata, per non farci mancare proprio nulla, piazziamo i local heroes Ceiling of Anvers. Non c’è nulla da dire su questa band, che prima di essere tale è un gruppo di amici che rispettano ciò che facciamo e che non mancano di supportarci quando ne hanno l’occasione. La perfezione fatta a djent, un mix di ceffoni e melodia che non annoia mai, un tasso di precisione elevatissimo e tanta, tanta, tanta passione per un genere che saper far bene è tutt’altro che semplice.

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Foto ricordo: un momento da incorniciare, una serata indimenticabile, la dimostrazione che nel nostro piccolo si possono tirare su degli eventi di qualità, in cui l’amicizia e il rispetto sono alla base. Ringraziamo il pubblico, le band, i giovanissimi ragazzi della Longrail Records (che speriamo di poter avere con noi anche in futuro), Paolino di Insonnia Lunare per lo scambio dischi con la nostra distro e ovviamente il Border, per aver messo tutto nelle nostre mani.

testo / Luca Cescon – foto / Matteo Bertolino                                                                             

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A Deal With Prometheus (Metalcore da Torino) + Glances (Emotional Hardcore da Bologna) @Alla Vecchia Maniera

Il 30 ottobre noi di Turin Is Not Dead ci diamo appuntamento nel tardo pomeriggio (ormai è già buio da un po’ in realtà…) di fronte “Alla Vecchia Maniera” di Bruino. La nostra quinta serata si svolgerà proprio qui,all’interno di un locale punk e con ottima cucina,che non disdegnerà in corso d’opera di offrire consumazioni a più membri del nostro collettivo.

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La band local scelta per l’evento,i torinesi A Deal With Prometheus,arrivano poco dopo di noi in varie macchine,con a bordo pubblico e strumentazione. I bolognesi Glances,ospiti da fuori,tardano un po’ per motivi di lavoro,ma nel frattempo all’interno del locale ci adoperiamo per preparare al meglio il palco spazioso ma super minimale della “Vecchia Maniera”.

Sistemati al meglio strumenti,amplificatori e casse per la voce,ci sediamo tutti per una mega cena casalinga,accompagnata da birre e musica cattiva sparata dal PC del locale.

Da Torino giungono notizie di persone in arrivo verso le 23.00,così decidiamo di comune accordo con le band di far scalare di qualche minuto l’apertura della serata,lasciata ai torinesi ADWP.

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Il live dei ragazzi si apre con “Shades of Madness”,canzone che racchiude lo stile della band,sospesa tra metalcore nuova scuola e qualche puntata nel nu metal. Nonostante la situazione non ottimale,riusciamo (con l’ausilio del nostro Luca e di Wedra dei Never Ending Apnea) a far uscire un buon suono complessivo. Il live degli ADWP viene apprezzato dai partecipanti alla serata,”portati” proprio dalla band,che mancava da tempo dai palchi della provincia torinese,e scivola via potente e suonato con precisione.

Pausa sigaretta e birra,mentre nel frattempo si preparano i Glances,band melodic hardcore/emo molto attiva in Italia e con diversi viaggetti all’estero sulle spalle.

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Purtroppo per molti il tempo del cambio palco diventa lunghissimo,così da lasciare i bolognesi con poco pubblico di fronte.

Nonostante ciò,il concerto è ricco di passione e “presa bene”: sebbene il genere suonato sia ormai diventato quasi mainstream alle orecchie dell’ascoltatore tipo,i Glances buttano fuori uno show ricco di sentimento e suonato benissimo,facendosi apprezzare alla grande anche per l’umiltà e la voglia di divertirsi.

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Desolation”,”Lone Survivor”,“Love is a Jail” e altre tracce scorrono veloci,facendo terminare la serata a un orario comodo anche per coloro arrivati da Torino.

Gli ADWP (che ringraziamo tantissimo per aver messo a disposizione la strumentazione) caricano tutto in macchina e ripartono alla volta del capoluogo,mentre i Glances (ospitati dal nostro Simone) si soffermano ancora con noi fino a tarda notte,tra tranci di pizza,birrette e risate.

La nota dolente c’è,ovviamente: il locale,che ringraziamo per l’accoglienza,storce un po’ il naso di fronte al risultato della serata (secondo noi,abbastanza positivo,considerando le solite variabili legate alla location,al genere musicale ecc.),che ha visto il bancone del locale assediato pochissimo dal pubblico,nonostante la serata fosse a ingresso gratuito.

Per noi,in ogni caso,è stata una serata che ci ha messi alla prova e che ci ha fatto divertire e stare in compagnia. Avanti tutta con i prossimi eventi,ovviamente!

Testo /  Luca Cescon                                                                                   FotoFabio Mattiuz

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