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HARAM + CANI DEI PORTICI + CARMONA RETUSA + SAHASRARA @ DAEVACIAN

Venerdì 7 ottobre abbiamo dato il via alla stagione invernale di Turin Is Not Dead. Un po’ in ritardo rispetto all’anno scorso, ma avevamo bisogno di tempo per assicuravi date sempre più interessanti e marchiate dai nostri denominatori comuni: passione e underground. Il Daevacian comincia a riempirsi fin da subito, con facce note, affezionati, ma anche tanti nuovi curiosi.

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Ad aprire le danze ci pensano i giovanissimi Sahasrara: già dal nome è possibile evincere la natura caotica ma studiata delle composizioni della band e il mix proposto è un connubio di tanti generi diversi, dal death al post-hardcore. Si potrebbe dire un po’ confusionario, ma il sound è molto gradevole e i ragazzi hanno sicuramente il tempo dalla loro per decidere se immergersi sempre di più nel profondo pozzo del chaotic-core o se forgiare un suono un po’ più lineare. Qualunque sarà la loro decisione, sul palco hanno demolito tutto e sono stati un ottimo assaggio di quello che sarà il mood della serata.

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Rapida pausa sigaretta + birra e il palco viene preparato per il post-hardcore dei torinese Carmona Retusa. La band è uscita poco tempo fa, e dopo una manciata di live siamo riusciti a farle tastare anche il palco del Daevacian. I quattro sanno perfettamente come muoversi e come proporre il loro sound, che unisce il cantato in italiano de Il Teatro degli Orrori alla difficoltà e intricatezza dei La Dispute. I Carmona sono sicuramente uno dei gruppi più interessanti del capoluogo, grazie alla loro capacità di uscire dallo schema classico del genere. Presenza scenica bella decisa, pogo sincero e scatenato, per un risultato davvero fantastico.

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Siamo a metà strada, il locale è bello pieno. Per essere una serata condita di band dal suono così ricercato, a volte difficile se non si ha un bel background di ascolti caratteristici, è decisamente una soddisfazione. Tocca ai Cani dei Portici, diretti da Bologna, scatenare la loro anima nera sul palco. I due sono già venuti in Piemonte a inizio estate e ci sentiamo di definirli dei nuovi amici, oltre che degli stupefacenti musicisti. Claudio e Demetrio prendono posizione, imbracciano le armi e cominciano a scaricare sul pubblico una scarica di artiglieria che trasforma per tre quarti d’ora di fuoco il Daevacian in un bunker sulle spiagge della Normandia. Post-hardcore e sludge si miscelano e trapanano i nostri timpani, l’impianto convoglia le ore di studio del duo in un massiccio muro di suono. Invalicabili.

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Il momento tanto atteso arriva: il pubblico è bello carico, così come tutti noi del collettivo. Tocca agli Haram, la band che più rappresenta gli ideali attorno al quale ruota T.I.N.D., salire sul palco e presentare “Lo Sgretolamento”, il loro nuovo e devastante EP. Il trio ovviamente non delude le aspettative, tirando fuori tutto il suo repertorio di sludge, noise, stoner, post-hardcore che lo rende una delle proposte più alternative della Penisola. I nuovi brani si uniscono a quelli di “Vuoto”, il primo lavoro che li ha portati alla nostra attenzione. Release party riuscito, con tanta presa bene e divertimento, sopra e sotto il palco.

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testo – Pietro Mugetti e Luca Cescon / foto – Fabio Mattiuz

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LAMANTIDE + LOIMANN + THIRST PRAYER + LOS EXORCISTAS (RA) live @ Border Circolo ARCI – Torino

Comincio questo report precisamente alle 3 di notte, appena rientrato dal live e colto dalla mia solita insonnia! Decido quindi di iniziare a buttar giù qualche idea, ancora fresco dell’esperienza della serata appena conclusa. Reduci dalle ultime due date organizzate al Daevacian di Bruino, ritorniamo nel capoluogo piemontese, ospitati nuovamente dal Border Circolo Arci. Ci tengo da subito a ringraziare il locale e in particolar modo Giulio (il gestore), che sta credendo molto in noi dimostrandosi, al contrario di altri, una persona dalle larghe vedute. Dovete sapere che è duro per noi l’interfacciamento con locali e realtà musicali già ben consolidate, ma piano piano stiamo cercando di costruirci una credibilità basata sui fatti, e sicuramente parte di questa, è grazie a persone come lui che ci permettono di portare in centro città un po’ di quelle schifezze che ci piace organizzare!

Dopo questa parentesi, direi che è ora di parlare di questa serata.

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La lineup, che originariamente prevedeva Thirst Prayer, Loimann e Lamantide, viene integrata con i Los Exorcistas, band argentina in day-off, che Giulio ci ha chiesto di inserire nella serata. Sono dunque proprio loro ad aprire le danze: questa band non è semplice da interpretare, forse anche colpa mia, che non ho ben colto la direzione che la loro musica vuole prendere. Di base ci troviamo ad ascoltare uno stoner, suonato con l’atteggiamento grezzo del punk e integrato da elementi che vanno dal grunge un po’ psichedelico, a qualche passaggio condito di palm muting decisamente metal. La voce è per il 90% del tempo melodica e scanzonata, con qualche saltuario aumento di tono tendendete allo scream. Non pensavo ma la lingua argentina si sposa molto bene con il genere!

Dopo il loro breve set in apertura è la volta dei Thirst Prayer!

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I ragazzi sono alla loro prima data a Torino. Ormai li conosco bene, ho visto tutte le loro precedenti date e gli ho fatto da fonico due di queste, quindi so cosa aspettarmi. Come le tre precedenti volte, le aspettative non deludono: i Thirst Prayer sono il punto di incontro tra l’hardcore e il black metal, un sound introspettivo che passa da ritmiche nette e accordacci tamarri a progressioni dissonanti e sferzate a suon di blast beat tipiche del metallo nordico. Il buon Necchi nella voce mette tutto il male di vivere possibile e il risultato è un impatto devastante che poche band riescono a produrre.

 Cambio palco: una sigaretta, una birra al bar e si torna sotto in sala per i Loimann!

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Questa è proprio una di quelle band che sarebbe bello vedere un po’ di più in giro perchè secondo me, hanno non pochi meriti! Definirli semplicemente stoner è davvero riduttivo a mio avviso; il loro sound tocca lo sludge, il metal e l’hardcore. La formazione è la più semplice possibile: batterista, bassista e chitarrista cantante…Nonostante questo vi assicuro che il loro live è una botta! Gli arrangiamenti sono curatissimi e mai banali, la voce è potente sia nelle parti melodiche che in quelle più cattive e la band suona con precisione senza sacrificare la naturalezza del fomento che si ha su un palco. Aggiungo un ulteriore nota di merito: la cura nella scelta dei suoni, cosa sempre più rara nelle band attuali.

Arriviamo infine alla band che chiude la serata, ovvero gli ospiti.

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I Lamantide sono in quattro e vengono da Cremona. Anche per loro non ci si può ridurre a un singolo tag per definire la loro musica. Possiamo parlare di hardcore, perchè fondamentalmente è quello che fanno, ma non aspettatevi né i Sick of it all né gli Skruigners. I Lamantide sono i Lamantide! Cantano in Italiano e latino con la voce grossa, scura e disperata che cavalca delle lamate strumentali veloci e sfiancanti, che lasciano ogni tanto spazio a momenti più tipici dell’attuale post-hardcore, dove la chitarra mette da parte l’abbondante dose di gain che la caratterizza, per un suono meno aggressivo dove la voce diventa pulita e sofferente. Vengono toccati anche altri territori, da questo si capisce che la band ascolta molta musica diversa e riesce a inserire molteplici influenze all’interno delle composizioni. Personalmente, ho apprezzato molto un intermezzo che si è spinto fino al post rock. L’attitudine della band è molto forte: il cantante è sottopalco e trasmette ogni singola emozione direttamente in faccia al pubblico accalcato davanti a lui, gli altri ragazzi sono concentrati su quello che suonano ma danno spazio allo sfogo di cui anche il corpo ha bisogno quando suoni qualcosa di così impetuoso.

La serata numero 12 si conclude quindi con molta soddisfazione per noi di Turin Is Not Dead, in primis per aver fatto suonare delle band così valide e poi per aver coinvolto oltre che ai nostri fedeli, un bel po‘ di gente nuova che non avevamo mai visto e che speriamo di rivedere ai nostri prossimi eventi! Una nota molto positiva delle ultime serate da noi organizzate, è che stiamo notando l’abbandono di quella fastidiosissima pratica dell’entrare per vedere la band degli amici, passando il resto della serata fuori dal locale con una sigaretta in bocca. Stasera tutti hanno ascoltato tutti e ogni band ha potuto godere della sala piena!

Nel piccolo di ciò che facciamo, è l’ennesimo trionfo!

Dalla provincia è tutto… Alla prossima!

testo / Luca Buono – foto / Fabio Mattiuz

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IF I DIE TODAY +INFALL + BREATHE ME IN + ERA OF DISGUST live @ Daevacian (Bruino-TO)

Venerdì 19 febbraio abbiamo dato il via alla nostra collaborazione con l’etichetta/agenzia This Is Core,e lo abbiamo fatto con una line up di tutto rispetto e di grande potenza. Sul palco del Daevacian di Bruino (TO) si sono alternati Era Of Disgust,Breathe Me In,Infall e If I Die Today. Basterebbero questi nomi per farvi capire come è andata,ma noi facciamo di più e ve lo raccontiamo qua sotto.

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Noi di Turin Is Not Dead ci accapparriamo subito i nuovissimi Era Of Disgust,band nata pochissime settimane fa e con al suo interno volti noti della scena musicale del capoluogo. I ragazzi sono al primo live,ma a vedere da come suonano i pezzi proposti non sembrerebbe affatto. I brani spaziano dal deathcore al metal di stampo Lamb of God,dall’hardcore al metalcore più “storto”,e sicuramente non arrivano carezze ma solo tanti,tantissimi ceffoni. “Call of Despair” e “Sweping Out Monotony” alcune delle tracce uscite fino ad ora,ma ci aspettiamo grandi cose da questo gruppo nei prossimi mesi. Una bella scoperta in un panorama che tende ad andare verso le certezze piuttosto che mischiare un po’ i generi.

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Seconda band a salire sul palco,poco dopo le 22.30,i torinesi Breathe Me In. Reduci dal live di qualche settimana fa di spalla agli austriaci Castiel alla Cavallerizza Reale di Torino,e prossimi ad aprire le danze durante la “Metalcore Night” di marzo con gli Hacktivist a El Barrio,sempre a Torino,i ragazzi sono passati in provincia con il loro metalcore di stampo Rise Records. “Inhale/Exhale”,il 7 tracce uscito lo scorso autunno per This Is Core,ha senza dubbio portato questa band direttamente nel panorama metalcore/post-hardcore cittadino. I brani seguono il trend del genere,spaziando tra breakdown e parti vocali in pulito,ma il punto a favore dei Breathe Me In va sicuramente alla presenza scenica,cosa mai facile per una band giovane. Aspettiamo il prossimo lavoro per questo gruppo,che potrebbe essere una conferma sia sulla scena del capoluogo sia una rampa di lancio per qualche data fuori regione.

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Con presa bene,grande attesa e felicità attendiamo tutti il ritorno sul palco del Daevacian dei nostri amici Infall,band di Arona (Novara);la prima volta ospitammo i ragazzi a ottobre,per una delle serate più forti tirate su dal nostro collettivo. In quell’occasione già descrivemmo il loro sound come uno dei più complessi ma allo stesso tempo immediati e “melodici” che avessimo sentito negli ultimi anni,e anche questa volta confermiamo le nostre impressioni. Norma Jean,The Dillinger Escape Plan e Every Time I Die senza dubbio ancora una volta le band che più si avvicinano a ciò che propongono gli Infall,altra band sotto This Is Core,che ha avuto la fortuna di girare un po’ ultimamente con l’album “Nitecomes”,vera bomba atomica mathcore. Sul palco nessuno resta fermo,le parti più pulite del cantato escono da paura e il risultato è come sempre un muro che viene tirato su,distrutto e ricostruito a ogni brano. Gli Infall meriterebbero molta più attenzione.

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A chiudere la serata ci pensano gli If I Die Today,un pezzo di storia dell’hardcore torinese e non solo. 9 anni di attività,coronati da “Cursed”,l’ultima fatica discografica uscita a ottobre per Sliptrick Records. L’album è un punto di svolta per i nostri,che approdano in un territorio molto vario,spaziando dal post-hardcore allo stoner,fino al rock’n’roll,ma senza dimenticarsi dell’incazzatura dell’hardcore che ha fatto di loro un peso massimo sulla scena italiana (hanno condiviso il palco con Sum41,Dead Kennedys,Dillinger Escape Plan,e suoneranno a inizio marzo di spalla a Frank Carter e ai suoi Rattlesnakes). Locale piccolo e lo spirito della band esce fuori: mega attitudine sul palco,presa bene a piene mani e brani che suonano via veloci come treni. Marco (voce) si appende ovunque,aizza le persone rimaste e sotto il palco,anche se non in molti,non ci si dà tregua e ci si diverte alla grande. Gli If I Die Today si confermano,anche se non ne avrebbero alcun bisogno,una delle band più calde e precise dell’ormai scarso panorama hc torinese: meglio pochi ma buoni,a questo punto.

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Ringraziamo This Is Core per la fiducia riposta in Turin Is Not Dead,il Daevacian per l’ennesima serata ospitata tra le sue mura,le band e il pubblico,tra cui abbiamo visto molte facce nuove,alle quali ovviamente va il nostro invito per le prossime serate firmate T.I.N.D. e un mega abbraccio per averci supportato.

testo / Luca Cescon – foto / Matteo Bertolino

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DHOLE (screamo da Lodi) + LORA (emo da Torino) + INTO MY PLASTIC BONES (post-hardcore da Torino) live @ Daevacian

Fra la moltitudine di eventi musicali che hanno visto la nostra amata Torino meno morta che mai, sabato 7 novembre si è svolta anche la nostra sesta serata presso il Daevacian di Bruino. Ad onorarci della loro presenza i Lora e gli Into My Plastic Bones da Torino spalleggianti dallo screamo dei Dhole da Lodi.

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Ad aprire le danze gli Into My Plastic Bones con il loro post-hardcore ricco di parti strumentali, la cui tecnicità ha davvero infuocato tutti quanti. Non saprei dire con esattezza per quanto si sia protratta la loro performance, sicuramente non abbastanza, tanto da farmi pensare a fine live “cazzo ne voglio ancora!”. Anche i lodigiani erano davvero esaltati dal sound che ne stava fuoriuscendo e questo, personalmente, mi ha davvero appagato un sacco. Vedere dei musicisti che, nonostante il poco pubblico, si incitano l’un l’altro da sopra e sotto il palco è forse il gesto più simbolico che rappresenta al meglio per quale dannata ragione ci ostiniamo tanto a promuovere questa “emarginata” musica da sottosuolo.

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A seguire, prendono posto sul palco i Dhole da Lodi. Ho ascoltato molto bene il loro LP “Oltre Ai Confini Della Nostra Essenza”, avevo bisogno di un po’ di sana ispirazione in chiave screamo e devo dire che è stato un album che ha ampliamento allargato le mie ottuse vedute. I testi, da cantante, sono ciò che sicuramente ho più apprezzato, ma anche le chitarre, con questo suono hard rock, mi hanno dato parecchio da pensare, in positivo si intende e sono piacevolmente rimasto soddisfatto dalla loro performance ricca di attitudine ed emozione, con una scaletta in crescendo che non lascia adito ad alcun ma, solo tanti applausi e complimenti per loro.

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È il momento dei Lora, che devo ammetterlo, per me sono stati la band rivelazione della serata. Non mi era ancora capitato di sentirli in live e quasi me ne vergogno, ma devo dire che mi hanno gasato ed emozionato come un minorenne il giorno del compleanno. Sound bello maturo, dato dai tanti anni di attività della band. La voce urlata riecheggia nella sala, contornata dalla melodia delle chitarre che nell’insieme costruiscono un bel quadro che mi prende come in un vortice ricco di emozioni e mi fa ripiombare alla realtà solamente a fine live, dopo un repertorio di pezzi più e meno nuovi, attraverso i quali si percepisce in maniera del tutto tangibile il percorso di crescita della band.

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In conclusione, gran serata con ottima musica e persone stupende che ci hanno ripagato di ogni sforzo nonostante la scarsa affluenza, ma come direbbero i Lora “questa è Torino, non è mica New York” e noi la amiamo così com’è, morta o viva che sia, perché tutto ciò che ha da darci è stupendo e noi cerchiamo con tutti noi stessi di valorizzarlo quanto più possiamo.

Come sempre ringraziamo le bands che hanno preso parte alla serata, ringraziamo Gabri e Paolo del Daevacian, grazie a Pierpaolo di Marche Hardcore per essersi fatto lo sbattone fin quassù per prendere parte al concerto e grazie a tutti quelli che come sempre vengono alle nostre serate a supportarci e soprattutto a supportare la musica.

Ci vediamo il 20 (NEW ADVENTURES IN LO-FI + LM&T + SDEGHEDE + FARADAY EXPERIENCE live @ Daevacian) e il 21 (INFECTION CODE release party + RAMA + GRAND MET BONDYE + BLACK WINGS OF DESTINY) novembre sempre al Daevacian.

keep going!

Testo /  Simone Meña                                                                      FotoMatteo Bertolino

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