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Ornaments + Nitritono + Haram + Empire live @ Daevacian

Venerdì 5 maggio si è chiuso un capitolo fondamentale per Turin Is Not Dead: il Daevacian di Bruino da fine giugno non esisterà più, ma rimarrà per noi un’esperienza e un luogo fissati in modo indelebile nella nostra mente. Per cercare di “chiudere il cerchio”, abbiamo organizzato un live di alta qualità con Ornaments, Nitritono, Haram ed Empire.

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A battezzare l’ultima serata nella nostra seconda casa ci pensano gli Empire. Il loro post-rock mancava da qualche tempo dai palchi torinesi e di provincia: tolta dagli strumenti un po’ di polvere i ragazzi hanno mostrato il loro lato ricercato ma mai troppo lontano dai canoni del genere. Apertura con i fiocchi, amici sotto palco venuti dalla città, un bel ritorno per una delle band più sottovalutate della scena cittadina.

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Sotto con i nomi noti: Haram nuovamente al Daevacian, locale grazie al quale si sono fatti conoscere nell’ultimo anno e mezzo di attività del nostro collettivo. Il loro sound è come sempre una mitragliata di sludge e hardcore senza compromessi, e ne è esempio “TIND”, il brano dedicato proprio ai noi. Con gli Haram annoiarsi è impossibile, tra assalti sonori potentissimi e momenti noise impeccabili.

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A preparare il terreno per gli headliner ci pensano i Nitritono. Duo cuneese, da poco uscito con il suo full lenght “Panta Rei”, che ci porta nel deserto dei Kyuss ma con in cuffia sludge e metallo di rara bellezza. Senza dubbio una delle uscite discografiche più interessanti dell’ultimo periodo, ma anche una coppia di ottimi musicisti che non teme di alzare il volume e picchiare durissimo. Benvenuti nella nostra famiglia.

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Ospiti di peso, che mancavano da qualche anno a Torino: sono gli Ornaments, la post-metal band più interessante della Penisola. Li portiamo in provincia, e veniamo ripagati da un muro sonoro invalicabile, fatto di un sound interamente strumentale complesso ma mai incomprensibile, che ci accompagna tra scapocciate e momenti più intimi alla fine della nostra storia al Daevacian.

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Chiudere con un nome importante, musicalmente interessante e acclamato, è per noi il modo migliore per darci un arrivederci alla prossima stagione, e al tempo stesso per ricordare cosa è stato per noi il Daevacian: il locale nel quale siamo passati da piccoli live a occasioni più grandi, senza mai dimenticare il nostro territorio e le sue band.

Ci vediamo dopo l’estate.

foto / Matteo Bertolino – testo / Luca Cescon

 

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ASH OF NUBIA (IT) + MOOD (IT) + RAMA (IT) live @ Lavanderie Ramone (Torino)

ARISE è la botte piccola in cui sta il vino buono, e il settimo capitolo del format torinese organizzato da Flux Agency e ospitato dalle Lavanderie Ramone ha dimostrato ancora una volta di essere un punto di riferimento per la scena musicale di qualità del capoluogo. Venerdì 5 febbraio il locale ha ospitato due band torinesi, Rama e Ash Of Nubia, e una da fuori, gli emiliani Mood.

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La serata inizia poco dopo le 23.00, garantendo così ai Rama di avere un bel po’ di pubblico davanti. Più che doveroso spendere qualche parola di introduzione per questi ragazzi: il loro EP di debutto (ascoltabile e acquistabile dal loro Bandcamp) è una piccola pietra miliare per gli ascoltatori del genere (stoner/hard-rock suonato con precisione e presa bene) e nonostante la lunghezza dei pezzi tutto fila alla perfezione. Sul live in sé poco da dire: semplicemente una bomba. I quattro non lasciano mai nulla al caso, i brani crescono e diminuiscono di intensità con una semplicità disarmante e quello che esce fuori è un risultato duro, montagnoso, californiano e Ufomammut-andante che colpisce e stupisce.

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La seconda band sconvolge i pochi equilibri rimasti dopo l’intenso live dei Rama. Viene abbandonato il palco a favore di una situazione punk e intima: la batteria e gli amplificatori vengono piazzati al centro del basement, con tutto il pubblico attorno, come nei migliori live set americani. I Mood sono un duo (chitarra e batteria), arrivato da Finale Emilia, provincia di Modena, e il loro concerto si rivelerà una figata pazzesca. I due giovanissimi componenti (34 anni in totale, accompagnati a Torino da un amico patentato) suonano un math-rock disarmante per la sua difficoltà e per gli arrangiamenti proposti. La mancanza del basso viene nascosta tramite giri di chitarra registrati e mandati in loop, idea che permette al chitarrista di arrangiare sopra di essi ulteriori parti: il sound sembra una ragnatela di melodia e immediatezza, sul quale si innesta la batteria. Ecco, la batteria: l’attenzione viene calamitata quasi completamente su questo strumento e sul suo strepitoso musicista, capace di mantenere altissimo il tasso di difficoltà, precisione e “botta”, elementi tipici del math-rock d’autore. Una band da iniziare a seguire fin da ora: piaccia o meno il genere, questi ragazzi con i loro brani strumentali propongono un mix di influenze che la difficoltà in sé non va a intaccare, anzi diventa un modo per trasformare un assolo di batteria in qualcosa di usuale, un giro incastratissimo di chitarra in qualcosa da fischiettare anche di ritorno a casa. Semplicemente pazzeschi.

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Tempo di fare quattro chiacchiere al piano di sopra e inizia l’ultima band della serata, i torinesi Ash Of Nubia. Il trio era in “astinenza da live” (citazione della band stessa!) da più di un anno ma a vederli, e soprattutto sentirli, non lo si direbbe affatto. A chi non li conoscesse, o non avesse mai ascoltato il loro “Medemia Argun” (in free download su Bandcamp), possiamo semplicemente dire che gli Ash Of Nubia sono una delle migliori post-rock/alternative-rock in circolazione tra Torino e Piemonte. I brani strumentali toccano per tutta la durata del live altissimi livelli di precisione, le sonorità spaziano tra gli Explosions In The Sky e i nostri concittadini Marmore, con parti più “dritte” e altre più incastrate. Senza dubbio un ottimo modo per chiudere la serata, tornando un po’ alle sonorità che proprio con questa band hanno dato lustro alla nostra Torino negli anni passati (il loro album ormai risale al 2012…).

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ARISE ancora una volta conferma il suo punto di forza: spaziare dal metalcore al post-rock, dall’hardcore al rock, dallo stoner al math-rock senza mai perdere colpi. Aspettiamo il capitolo 8, e il 9, e il 10…

testo / Luca Cescon – foto / Fabio Mattiuz

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